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Esteri

Trump chiede a Putin una mini tregua: lo zar accetta

Verso un nuovo round di colloqui ad Abu Dhabi

di Mauro Trieste -


In attesa del nuovo round di colloqui sull’Ucraina ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, Donald Trump ha chiesto a Vladimir Putin “di non bombardare Kiev e varie altre città per una settimana” a causa del “freddo record”. A rendere nota la richiesta è stato lo stesso presidente americano durante la riunione di Gabinetto. “Lui ha dato l’ok e lasciatemelo dire, è stato molto gentile da parte sua”, ha aggiunto il tycoon. Le delegazioni di Russia, Ucraina e Stati Uniti si incontreranno domenica. I trilaterali della scorsa settimana sono stati definiti “positivi e costruttivi” dai funzionari americani. Nel frattempo, sul campo le ostilità proseguono e i Paesi europei, Francia in testa, continuano ad inviare armi a Kiev per prolungare la guerra.

La strategia di Trump per mettere fine alla guerra in Ucraina

La strada individuata dagli Usa per raggiungere la pace, non è affatto semplice. L’Ucraina dovrebbe rinunciare ai territori del Donbass. In cambio otterrebbe solide garanzie di sicurezza. I cosiddetti “volenterosi”, spingono per l’invio di contingenti militari sul suolo ucraino. Una soluzione inaccettabile per Mosca. Sullo sfondo, capi di governo e ministri si muovono per accaparrarsi un posto di rilievo nella ricostruzione, con la prospettiva di affari per decine di miliardi di dollari. Secondo il Wall Street Journal, lo scenario più plausibile è quello della continuazione della guerra di attrito.

La durata dei nuovi negoziati

“Non posso ancora dirvi” a che ora inizieranno i nuovi negoziati, ha detto il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov, ma dureranno “se necessario forse due giorni”. L’Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, entrando alla riunione del Consiglio affari esteri, ha delegittimato la rappresentanza russa al tavolo delle trattative, definendola “personale militare, che non ha alcun mandato per concordare la pace in quanto tale”, per poi sottolineare l’importanza di mettere più pressione sulla Russia affinché possa negoziare davvero.

Il Cremlino ha escluso l’ipotesi di colloqui tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin in una città diversa dalla capitale russa e accusato il presidente ucraino di non aver risposto a inviti “ripetuti”. “Continuiamo a parlare di Mosca”, ha precisato Peskov.

Ancora sanzioni dall’Ue

Il Consiglio Ue ha inserito sei cittadini russi, tra giornalisti e artisti, nell’elenco dei soggetti sanzionati per le attività “malevole” e “destabilizzanti” condotte. Nella lista, stando alla Gazzetta Ufficiale Ue, figurano Dmitry Viktorovich Guberniev, giornalista, presentatore e direttore del canale televisivo Rossiya. Per il Consiglio “sfrutta la sua popolarità e influenza nella sfera pubblica per dar voce alla propaganda russa e giustificare la guerra di aggressione n corso nei confronti dell’Ucraina”.

Tra i “cattivoni” anche Ekaterina Sergeevna Andreeva, conduttrice e volto principale del notiziario Vremya sul primo canale dal 1997, considerata la giornalista più importante della tv di Stato russa, e Maria Eduardovna Sittel, conduttrice del notiziario Vesti sul canale televisivo Rossiya dal 2001 e presidente dell’organizzazione statale pubblica panrussa Unione delle donne della Russia. Sanzionato anche anche Pavel Aleksandrovich Zarubin, che viene ritenuto “il primo propagandista autorizzato a intervistare Putin dopo l’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina”. Zarubin diffonderebbe “spesso disinformazione anti-ucraina, tra l’altro descrivendo il governo ucraino come un regime. Nel 2025 è stato inoltre il co-conduttore del principale evento di propaganda di quell’anno, la ‘Linea diretta’ con Vladimir Putin”.

Colpito infine l’attore e cantante Roman Vasilyevich Chumakov, che “fa spesso visita ai soldati in prima linea e scrive canzoni patriottiche. Elogia ed esalta pubblicamente Vladimir Putin e raccoglie inoltre denaro per le forze armate russe”. Nel mirino dell’Ue è finito anche il ballerino Sergey Vladimirovich Polunin, che, tra l’altro, “partecipa a programmi televisivi di propaganda del Cremlino e a canali di blogger su internet, dove illustra e difende la sua convinzione nella dottrina del mondo russo”.

L’Unione Europea ha incluso ieri la Russia nella “lista nera” per il rischio di riciclaggio di denaro. Ad annunciarlo è stata Kaja Kallas, nel corso della conferenza stampa a Bruxelles, spiegando che “questo rallenterà e aumenterà i costi delle transazioni con le banche russe”.


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