Trump, continua sfida a Teheran. L’Iran colpisce l’Azerbaigian
L'attacco al figlio di Khamenei, le parole sprezzanti sull'inutilità di un'invasione di terra
Il confronto tra Donald Trump e l’Iran entra in una fase più dura, ancor più sul versante verbale a distanza. Il presidente americano ha liquidato la possibile successione del figlio della Guida suprema uccisa, Mojtaba Khamenei, con parole pesanti: “Il figlio di Khamenei è inaccettabile per me” e lo ha definito “un peso piuma” e “un incompetente”.
Trump ha chiarito anche l’obiettivo politico della guerra: avere un ruolo diretto nella scelta della nuova Guida Suprema iraniana. “Avrò un impatto notevole… lavorerò con la gente e il regime per garantire che arrivi qualcuno che ricostruisca l’Iran senza armi nucleari”. Allo stesso tempo, la Casa Bianca esclude per ora una invasione su larga scala: l’idea di una “invasione di terra” viene descritta come un’opzione estremamente costosa e poco utile rispetto agli attacchi mirati.
L’Iran risponde a Trump
Nel frattempo Teheran risponde con minacce dirette ai soldati americani: “Vi aspettiamo”, avvertono ambienti militari iraniani commentando di una possibile invasione degli Stati Uniti.
La guerra regionale: droni iraniani colpiscono l’Azerbaigian
Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran continua a travalicare i confini del Medio Oriente. Il governo di Ilham Aliyev ha denunciato un attacco con droni iraniani contro l’exclave azera di Nakhchivan.
Secondo il ministero degli Esteri di Baku, un drone ha colpito il terminal dell’aeroporto internazionale di Nakhchivan. Un secondo è caduto nei pressi di una scuola nel villaggio di Shakarabad. Quattro civili sono rimasti feriti e alcune infrastrutture sono state danneggiate.
Aliyev ha definito l’episodio “un atto terroristico contro lo Stato dell’Azerbaigian” e ha ordinato all’esercito di preparare misure di ritorsione.
Teheran ha negato il coinvolgimento diretto, sostenendo che l’attacco potrebbe essere stato provocato da Israele per incrinare i rapporti tra Iran e Azerbaigian.
L’escalation militare e le minacce incrociate
Mentre i bombardamenti della coalizione proseguono sull’Iran, i pasdaran hanno avvertito che il Paese è pronto a reagire a un eventuale intervento terrestre americano.
Fonti vicine alla leadership militare iraniana parlano apertamente di una strategia di guerra regionale, con attacchi indiretti o con droni contro Paesi considerati vicini agli Stati Uniti o a Israele. L’episodio in Azerbaigian è considerato da diversi analisti il primo segnale concreto di questa possibile e ulteriore espansione del conflitto.
La tensione si estende anche al Caucaso e al Golfo.Teheran teme che Paesi alleati di Washington possano diventare basi operative per nuovi raid contro il territorio iraniano. Per questo l’Iran ha dichiarato di essere pronto a colpire obiettivi militari e infrastrutture legate alla coalizione se la guerra dovesse allargarsi ulteriormente.
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