Sono iniziati ieri ad Abu Dhabi i colloqui tra rappresentanti ucraini, russi e americani sulla crisi in Ucraina. Ad annunciare l’avvio dei negoziati è stato il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Abdullah bin Zayed. “I colloqui sono iniziati oggi ad Abu Dhabi e dovrebbero proseguire per due giorni”, ha detto il ministro in una nota. Si tratta della prima volta che le parti si incontrano di persona per discutere del piano elaborato dagli Stati Uniti per mettere fine alla guerra in Ucraina. Grande assente l’Ue, scaricata platealmente dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Davos.
La questione dei territori
Il Cremlino ha ribadito la condizione del ritiro delle forze di Kiev dal Donbass, definendola “necessaria per la soluzione del conflitto”. “Senza regolare la questione territoriale, è inutile sperare in una conclusione di un accordo a lungo termine”, ha spiegato il portavoce Dmitry Peskov. Proposto l’utilizzo degli asset russi congelati negli Stati Uniti per la ricostruzione dei territori danneggiati dai combattimenti.
L’incontro fra il presidente russo Vladimir Putin e gli inviati speciali della Casa Bianca, Steve Witkoff, Jared Kushner e Josh Gruenbaum, è stato “costruttivo, sostanziale, franco e basato sulla fiducia”, ha fatto sapere il consigliere per la politica estera, Yuri Ushakov. Alle discussioni, durate quasi quattro ore, ha preso parte anche Kirill Dmitriev, oltre a Ushakov. Gruenbaum, in precedenza, aveva partecipato alle trattative Usa Russia a livello più basso a Miami.
Negli Emirati Arabi Uniti si parlerà della questione “cruciale” del controllo dei territori dell’est dell’Ucraina, ha anticipato Volodymyr Zelensky. “La questione del Donbass è cruciale”, ha sottolineato nel corso di una conferenza stampa online.
Araghchi evidenzia il doppio standard di Zelensky
Il leader ucraino è finito nel mirino del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, per aver invocato un’azione militare degli Stati Uniti contro Teheran in violazione della Carta delle Nazioni Unite. In un post pubblicato su X, Araghchi ha sostenuto che “il mondo ne ha abbastanza di clown confusi”.
Secondo il capo della diplomazia iraniana, Zelensky avrebbe “apertamente e senza vergogna” chiesto una “illegale aggressione statunitense contro l’Iran”, nonostante denunci da tempo quella che ritiene una “aggressione illegale” da parte di Mosca. “Zelensky ha spolpato i contribuenti americani ed europei per riempire le tasche dei suoi generali corrotti e per affrontare ciò che lui stesso chiama un’aggressione illegale in violazione della Carta Onu”, ha scritto Araghchi.
Riunione sull’emergenza energetica in Ucraina
Si è tenuta ieri una nuova riunione ministeriale del Gruppo G7+ sull’emergenza energetica ucraina, in un momento in cui si sono intensificati i raid russi mirati alle infrastrutture energetiche. Per l’Italia – ha riferito la Farnesina in una nota – ha partecipato, su delega del ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, il sottosegretario di Stato Giorgio Silli.
Co-presieduto dalla Commissione europea e dalla presidenza francese del G7, con la partecipazione della prima ministra dell’Ucraina, Yulia Svyrydenko, l’appuntamento è servito per ricevere un aggiornamento sullo stato delle infrastrutture energetiche ucraine, analizzare il fabbisogno per questo inverno e favorire una condivisione delle iniziative assunte per rispondere alle richieste di assistenza.
Silli ha comunicato l’avvenuto recapito in Ucraina dei primi equipaggiamenti (caldaie e generatori) forniti dall’Italia per fronteggiare l’emergenza in corso. Nei prossimi giorni, saranno inviati generatori e materiali nell’ambito del pacchetto predisposto alla fine del 2025 del valore di 100 milioni di euro, oltre alle forniture in-kind delle aziende che hanno risposto alla richiesta di sostegno del governo ucraino coordinata dal ministero degli Esteri italiano, veicolate tramite il Dipartimento della Protezione Civile.
L’operatore della rete elettrica ucraina, Ukrenergo, ha reso noto che la situazione energetica è “peggiorata significativamente” dopo gli ultimi attacchi russi, aggiungendo che diversi impianti di generazione di energia sono stati sottoposti a riparazioni di emergenza. Interruzioni di corrente sono in vigore nella maggior parte delle regioni.