Ucraina, 35 anni di indipendenza tra sostegni rituali e negoziati fermi
L'Ue celebra, ignora gli scandali e tace sull'utilizzo dei fondi concessi a Zelensky
Nel giorno del 35° anniversario dell’indipendenza, Kiev diventa il centro di una nuova riunione della Coalizione dei Volenterosi, convocata in formato ibrido per riaffermare il sostegno all’Ucraina e discutere di come “aumentare la pressione su Mosca”. Una formula che si ripete da mesi, mentre i negoziati restano completamente fermi. Nessun progresso, nessuna apertura, nessun canale reale di dialogo. La diplomazia è paralizzata e l’Unione Europea, nonostante le dichiarazioni solenni, continua a dimostrarsi incapace di incidere sul dossier ucraino.
Secondo il Kyiv Independent, diversi leader parteciperanno di persona, ospiti del presidente Volodymyr Zelensky. Ma resta incerta la presenza degli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner, i principali negoziatori. Un’assenza che confermerebbe la stagnazione del processo diplomatico. È invece certa la partecipazione del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che ha celebrato su X il “sostegno incondizionato dell’Ue”, senza però affrontare il nodo politico centrale. Bruxelles non sta orientando il conflitto né favorendo un percorso negoziale credibile.
Crescono le spinte per un confronto diretto con Mosca
Alla riunione presieduta da Francia e Gran Bretagna parteciperanno dalla capitale ucraina i leader di Finlandia, Lituania, Danimarca, Estonia, Lettonia e Norvegia, già presenti nella capitale per il vertice NB8 e per incontri bilaterali con Zelensky. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha parlato di “decisioni importanti”, ma il contesto suggerisce altro. Una parte della coalizione spinge apertamente per un confronto più diretto con la Russia, alimentando una linea sempre più bellicista.
Bruxelles evita tema della corruzione e continua a finanziare Kiev
In questo scenario, colpisce il silenzio dell’Ue sulla situazione interna ucraina. Gli scandali di corruzione che coinvolgono figure vicine a Zelensky continuano a emergere, minando la credibilità delle istituzioni di un Paese che aspira ad entrare nell’Ue. Eppure, i vertici europei evitano accuratamente il tema. Nessuna richiesta di chiarimenti o condizionalità. Una rimozione politica che rischia di trasformare il sostegno europeo in un assegno in bianco, proprio mentre la governance ucraina è sotto pressione.
I raid ucraini contro civili in Russia aggravano la situazione
Intanto, sul terreno, la guerra si intensifica. A Krasnodar, due bambini sono morti e altri sette sono rimasti feriti dopo che i detriti di un drone ucraino sono caduti su un centro per l’infanzia. L’attacco ha provocato anche un incendio in alcuni magazzini, mentre il gigante russo dell’e‑commerce Ozon ha denunciato un “grave incendio” in un centro logistico. Questi episodi, sempre più frequenti, hanno conseguenze pesanti. Irrigidiscono ulteriormente la posizione russa e chiudono ogni spiraglio negoziale.
LEGGI TUTTE LE NEWS DI ESTERI
Torna alle notizie in home