L’Autorità del Canale di Panama ha annunciato una nuova proroga e un inasprimento delle restrizioni operative lungo la rotta interoceanica
Emergenza idrica nel Canale di Panama: cause, impatto e misure in atto.
Canale di Panama: cosa succede?
L’Autorità del Canale di Panama ha annunciato una nuova proroga e un inasprimento delle restrizioni operative lungo la rotta interoceanica. Nonostante l’inizio della stagione delle piogge, le misure si sono rese necessarie per garantire la sostenibilità delle attività di navigazione a lungo termine.
Le cause: siccità estrema ed effetto “Super El Niño”
La crisi idrica che colpisce il bacino idrografico del canale nasce da una marcata carenza di precipitazioni e dalle avverse condizioni meteorologiche globali.
Il deficit idrico nel bacino
Durante l’attuale anno idrologico si è registrata una riduzione del 34% delle precipitazioni accumulate e un calo del 44% degli afflussi d’acqua nei bacini alimentatori.
Il livello del Lago Gatún
Il livello dell’acqua si è stabilizzato intorno agli 84 piedi, circa un piede al di sotto della media quinquennale di agosto. La mancata risalita dei livelli, che di norma raggiunge il picco a dicembre (oltre gli 87 piedi), compromette le riserve d’acqua dolci necessarie al funzionamento delle chiuse.
L’impatto di El Niño
Le previsioni della National Oceanic and Atmospheric Administration indicano un rapido rafforzamento del fenomeno Super El Niño entro ottobre 2026, con una probabilità del 70% che diventi il più intenso mai registrato, prolungando la siccità sull’istmo.
Precedenti e impatti sulle compagnie di navigazione
Fino a questo momento l’Autorità aveva limitato l’impatto operativo riducendo principalmente il pescaggio massimo delle navi. L’aggravarsi della situazione ha tuttavia generato rilevanti ripercussioni sul commercio marittimo.
Lunghi tempi di attesa
Le navi prive di prenotazione attendono in media 8,5 giorni verso nord e 7,7 giorni verso sud (con 36 imbarcazioni in coda registrate a metà agosto).
Aste record per i transiti
La scarsità di slot ha innescato una corsa al rialzo nei prezzi delle aste d’emergenza. Una portacontainer della Ocean Network Express (One) si è aggiudicata un passaggio per circa 4 milioni di dollari, quota poi superata dal record di 4,6 milioni di dollari pagati dalla nave cisterna GPL G. Arete di SK Shipping.
Le misure in atto e la programmazione dei tagli
Per far fronte all’emergenza, l’ACP sta spostando l’asse degli interventi dal pescaggio al contingentamento dei transiti giornalieri, introducendo al contempo regole d’asta più severe per evitare speculazioni.
La riduzione dei transiti giornalieri
Il contingentamento dei passaggi passerà dagli attuali 34 complessivi, dal 3 settembre, a 32 transiti totali al giorno. Di questi, 25 nelle chiuse Panamax e 9 nelle chiuse Neopanamax per le navi più grandi.
Dal 15 settembre, poi, un ulteriore taglio a 23 transiti giornalieri nelle chiuse Panamax (mantenendo 9 slot per le Neopanamax).
Il rinvio dei tagli al pescaggio
Contenendo il numero di navi giornaliere, l’Autorità è riuscita a rinviare la riduzione del pescaggio massimo per le Neopanamax.
Il passaggio a 48 piedi (14,63 metri) è slittato al 2 settembre, mentre il limite a 47,5 piedi (14,48 metri) è posticipato al 1° ottobre.
Nuove regole d’asta e segmentazione dei mercati
Per garantire un’assegnazione più equa degli slot ed evitare che singoli operatori monopolizzino i passaggi, attuata la segmentazione per tipologia.
Le aste per le navi Neopanamax, Super e Regular saranno suddivise in quattro macro-categorie (GNL/GGL; rinfuse secche/altri carichi; portacontainer/Ro-Ro/refrigerate; petroliere).
Limiti di aggiudicazione
Un singolo cliente non potrà aggiudicarsi più di uno slot al giorno per la stessa categoria, salvo assenza di altri concorrenti.
Priorità di carico
Nelle chiuse Neopanamax verrà concessa priorità alle navi portacontainer a pieno carico dotate della maggiore capacità TEU.