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Esteri

Ucraina, slitta il trilaterale tra i presidenti. Orban demolisce l’Ue

I negoziati per la pace sono ancora lontani

di Mauro Trieste -


L’incontro tra i presidenti russo, statunitense e ucraino Vladimir Putin, Donald Trump e Volodymyr Zelensky, sarà concordato solo quando si dovranno finalizzare gli accordi. Nei giorni scorsi, l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff ha dichiarato che un nuovo round di negoziati tra Mosca e Kiev potrebbe svolgersi entro tre settimane, aprendo la strada a un trilaterale tra Putin, Trump e Zelensky che il Cremlino, allo stato attuale, ritiene prematuro.

L’accusa di Orban ai vertici di Bruxelles e Kiev

Il premier ungherese Viktor Orban, in un post su X, ha attaccato l’Ue e l’Ucraina, accusando i “leader brusselliani”, Ursula von der Leyen in testa, di aver raggiunto un accordo con Zelensky “per continuare la guerra”. “Questa è una cattiva notizia per l’Europa – ha denunciato Orban – Si sta prolungando una guerra che chiaramente non ha soluzione sul campo di battaglia, ma che provoca immense distruzioni. Questo è ciò che Bruxelles sostiene”.

Secondo il premier magiaro, “continuare la guerra costa ai cittadini europei enormi somme di denaro, centinaia di miliardi di euro vengono sprecati senza alcun risultato, in questa guerra, non sono i russi a essere schiacciati, ma gli europei”, con il rischio sullo sfondo di un’escalation senza via di uscita, “poiché l’Europa si trova ad affrontare una potenza nucleare”.

I patti segreti a Monaco

Il leader ungherese ha scritto che la scorsa settimana a Monaco, a margine della conferenza sulla sicurezza, “il leader del partito di opposizione Tisza, sotto l’egida tedesca, ha concluso un patto segreto con i leader di Bruxelles: in cambio del sostegno di Bruxelles e Kiev, inserirà l’Ungheria nel gruppo dei Paesi europei in guerra, accetterà un ulteriore sostegno finanziario all’Ucraina e taglierà fuori l’Ungheria da petrolio e gas a prezzi accessibili”. Budapest, ha chiosato Viktor Orban, “deve restare fuori da tutto questo il governo ungherese deve salvaguardare la sicurezza del Paese, gli ungheresi possono contare su di noi: questo è esattamente ciò che faremo”.

La mancata riparazione dell’oleodotto Druzhba da parte degli ucraini è alla base del veto posto da Ungheria e Slovacchia sia al ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia sia al prestito da 90 mld di euro all’Ucraina per il 2026-27.

L’Ue rimetterà a posto le strutture energetiche ucraine

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ringraziato la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen per l’ulteriore impegno assunto. La Commissione “sosterrà la riparazione delle infrastrutture energetiche ucraine, contribuirà alla loro ricostruzione e rafforzerà la protezione della rete in vista del prossimo inverno”.

Strappo all’Onu

La risoluzione approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con il rinnovo della richiesta di un cessate il fuoco immediato e di una pace giusta e duratura in Ucraina, sulla base delle norme della Carta Onu e del rispetto dell’integrità territoriale e della sovranità ucraine, viene ritenuta da Mosca una “goffa manovra dell’Ucraina e dei suoi partner europei per interferire nei negoziati in corso” per porre fine alla guerra.

In un comunicato, il ministero degli Esteri russo ha bollato il testo come un passo “dannoso e nell’interesse dei suoi autori”, che cita in modo selettivo la Carta dell’Onu e “non contiene una sola parola sulle cause del conflitto in Ucraina, il che rende impossibile raggiungere un accordo sostenibile a lungo termine”.

La ragione dell’astensione degli Usa

Gli Stati Uniti avevano chiesto la cancellazione di due paragrafi, vale a dire che “la pace può essere solo giusta e duratura se è basata sulle norme della Carta dell’Onu e se rispetta l’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina”, ha reso noto la Presidente dell’Assemblea, Annalena Baerbock, in un’intervista a Ard.

Dopo la bocciatura della modifica sollecitata, gli Usa hanno deciso di astenersi, pur ribadendo di “accogliere favorevolmente la richiesta per un cessate il fuoco immediato”. Per Washington “la risoluzione include anche un linguaggio che probabilmente distrae dai negoziati in corso invece che sostenere la discussione dell’intero spettro delle strade diplomatiche che possono aprire la strada a una pace duratura”. In Italia via libera al voto di fiducia in Senato al dl Ucraina. A favore sono stati registrati 106 sì, 57 i contrari e due gli astenuti.


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