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Sport

Lo sport che torna nelle piazze: la forza sociale di “Un Campione per Amico”

di Laura Tecce -


Sport come diritto e occasione concreta di crescita e condivisione: è questo il senso più autentico della 25ª edizione di Banca Generali – Un Campione per Amico, presentata al Salone d’Onore del Coni e pronta a ripartire con un tour che toccherà dodici città italiane tra aprile e ottobre. Non soltanto una manifestazione sportiva, ma un vero laboratorio sociale a cielo aperto, capace di trasformare gli spazi urbani in luoghi di incontro e partecipazione. In un’epoca in cui i ragazzi trascorrono sempre più tempo incollati agli smartphone, riportare tennis, rugby, calcio e volley nelle piazze significa restituire centralità al movimento, al gioco e alla relazione.

Il valore istituzionale e sociale dell’iniziativa è evidente: l’articolo 33 della Costituzione riconosce il valore educativo dello sport, ma senza progetti concreti quei principi rischiano di restare dichiarazioni d’intenti. “Un Campione per Amico” rappresenta invece una risposta tangibile: oltre diecimila studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado saranno coinvolti in un percorso che unisce attività fisica, educazione e inclusione.

Da Panatta a Cacciatori: i campioni e la scommessa educativa

A rendere unico il format è la presenza di grandi campioni dello sport italiano che diventano veri ambasciatori di valori. Da Adriano Panatta, ideatore del progetto, ad Andrea Lucchetta, passando per Ciccio Graziani, Martin Castrogiovanni e Maurizia Cacciatori: figure che non rappresentano soltanto il successo agonistico, ma soprattutto la cultura dell’impegno, del sacrificio e del rispetto.

Il sostegno delle istituzioni rafforza ulteriormente il significato dell’iniziativa. Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha definito il progetto “meraviglioso”, sottolineando l’importanza di riportare lo sport tra la gente e nella quotidianità delle famiglie. Accanto alla dimensione sportiva cresce anche quella educativa. L’impegno di Banca Generali, partner storico dell’evento, testimonia una visione moderna dello sport come strumento di formazione completa. Ai giovani partecipanti sarà distribuito un libretto dedicato all’educazione finanziaria, pensato per introdurre in modo semplice temi come il risparmio e la gestione responsabile del denaro, affinché educazione sportiva e cultura economica possano procedere insieme.

Inclusione e numeri: Un Campione per Amico come patrimonio collettivo

Un altro elemento chiave è l’inclusione. La partecipazione di ragazzi senza distinzione di abilità, grazie alla collaborazione con il mondo paralimpico e con le associazioni territoriali, restituisce allo sport il suo significato più autentico: uno strumento concreto di equità sociale. I numeri raccontano una storia di continuità e credibilità: venticinque edizioni, oltre duecento tappe realizzate e circa duecentotrentamila ragazzi coinvolti. Il dato più significativo, però, non è solo quantitativo ma culturale: lo sport che incontra la piazza diventa patrimonio condiviso e occasione di crescita collettiva. La vera sfida è fare in modo che l’entusiasmo di queste giornate lasci un’eredità duratura, più giovani avvicinati allo sport e più famiglie consapevoli dell’importanza di stili di vita sani, più istituzioni pronte a investire in spazi accessibili e inclusivi.


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