Yara, la difesa di Bossetti ottiene i dati del Dna dopo 6 anni
Gli avvocati di Bossetti sperano di trovare elementi utili alla difesa
Yara Gambirasio, la difesa ha ottenuto questa mattina i dati del Dna. Un corposo dossier, stipato in un capiente hard disk, in cui sono riportati tutti i dati della grande indagine scientifica che interessò, diversi anni fa, la Val Brembana. Si cercava Ignoto 1, il potenziale e presunto assassino della ragazzina di Brembate scomparsa nel novembre del 2010 e ritrovata senza vita solo a distanza di diversi mesi, a febbraio del 2011. Un’inchiesta che coinvolse decine e decine di famiglie, appassionando tutta l’Italia, sconvolta per il crudele destino toccato a Yara.
Yara, la difesa ottiene i dati del Dna
Un’attesa durata anni, ben sei. La difesa di Massimo Bossetti, questa mattina, ha ritirato tutti gli incartamenti legati alle investigazioni scientifiche. Ora toccherà ai legali e ai loro consulenti sbrogliare una matassa composta da migliaia e migliaia di elettroferogrammi, grafici indicativi delle compatibilità che rappresentano la sequenza delle migliaia di Dna raccolti in Val Brembana nella lunga inchiesta che ha portato alla condanna definitiva all’ergastolo dello stesso Bossetti. Si tratta di prove che, inizialmente, non furono acquisite al fascicolo dibattimentale ma che adesso potrebbero avere “il carattere della potenziale prova”.
Parola alla difesa
L’avvocato Claudio Salvagni, che assiste proprio Bossetti, ha riferito all’Adn Kronos alcuni dettagli interessanti sull’incartamento: “Le stringhe riempiono ben 70 pagine, sia fronte che retro, stampate su foglie A3. Un enorme mole di dati grezzi che richiederà mesi di lavoro per uno screening completo, una ricerca da cui speriamo di recuperare dati utili per dimostrare l’innocenza di Massimo Bossetti”. Insomma, ci vorrà davvero molto tempo. Ma passare al vaglio i dati del Dna raccolti sul caso Yara potrebbe rappresentare, per Bossetti e il suo collegio difensivo, una novità importante.
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