Macari luna park? Il “no grazie” di cittadini e ambientalisti alla minaccia per la costa siciliana
La riqualificazione prevista dal Comune di San Vito Lo Capo prevede parcheggi, punti ristoro, stand e attività ludiche lungo la Baia Santa Margherita
La spiaggia di Macari (fonte: X)
Macari trasformata in “luna park”: cittadini e ambientalisti gridano “No grazie” al progetto che minaccia la costa siciliana. Una iniziativa turistica dal sapore controverso rischia di trasformare il litorale incontaminato di Macari e Castelluzzo in un vero e proprio luna park, scatenando proteste di cittadini e ambientalisti.
San Vito Lo Capo: Macari luna park?
La riqualificazione prevista dal Comune di San Vito Lo Capo prevede parcheggi, punti ristoro, stand e attività ludiche lungo la Baia Santa Margherita. Il timore che queste strutture compromettano irreversibilmente l’ecosistema e il paesaggio naturale.
Le associazioni ambientaliste, guidate da Legambiente, e firme note del mondo culturale e artistico si sono unite al fronte del “No grazie”, chiedendo un riesame urgente della Valutazione di Incidenza Ambientale.
Un dibattito ormai al centro della politica regionale e dell’attivismo civico locale, con interrogazioni e mobilitazioni pubbliche. Macari diventa così il simbolo della lotta tra turismo di massa e tutela del territorio.
Il progetto e il rischio “luna park”
Il piano di riqualificazione turistica prevede strutture amovibili, parcheggi, punti ristoro, stand e attività ludiche lungo il litorale tra la Riserva dello Zingaro e Monte Cofano.
Le critiche denunciano un impatto antropico pesante su un’area di elevato valore naturalistico, sottoposta a vincoli di tutela e inserita nella Rete Natura 2000.
Le autorizzazioni iniziali, basate su una Valutazione di Incidenza Ambientale positiva, hanno scatenato un dibattito acceso sulla reale compatibilità delle opere con la conservazione dell’ecosistema.
Critiche di ambientalisti e residenti
Cittadini e associazioni denunciano l’aumento di traffico, rumore e produzione di rifiuti, oltre al rischio di alterazioni permanenti del paesaggio. Il progetto minaccia di compromettere habitat fragili e di disturbare la fauna locale. Petizioni, campagne social e interventi di esperti mirano a bloccare il progetto prima che i lavori possano iniziare, sottolineando l’importanza di una gestione sostenibile del territorio.
Interrogazioni e politica regionale
La deputata regionale Cristina Ciminnisi ha presentato interrogazioni parlamentari per chiedere il riesame del progetto e denunciare la mancanza di valutazione degli effetti cumulativi delle strutture previste.
Il rischio, secondo i parlamentari e i comitati civici, è che la Baia di Santa Margherita subisca danni irreversibili, trasformando un patrimonio naturalistico unico in un’area sovraffollata e artificiale.
Il riesame della Regione Sicilia
L’assessore regionale Giusi Savarino ha disposto un riesame tecnico della Valutazione di Incidenza Ambientale per valutare meglio gli impatti delle strutture previste. L’obiettivo, garantire che ogni intervento turistico sia compatibile con l’ecosistema, conciliando fruizione pubblica e tutela ambientale.
Dibattito pubblico e futuro della costa
Il sindaco di San Vito Lo Capo difende il progetto, sostenendo che le strutture siano integrate nel paesaggio e amovibili. La mobilitazione di cittadini, associazioni e parlamentari mette in luce un crescente scontro tra sviluppo turistico e conservazione dell’ambiente. Macari diventa così emblematica nella sfida tra turismo sostenibile e pressione antropica sulle coste siciliane.
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