La mossa di Takaichi, la premier del Giappone che si impone come leader
Le elezioni anticipate in Giappone diventano realtà. La prima ministra Sanae Takaichi ha annunciato oggi lo scioglimento della Camera dei rappresentanti per il 23 gennaio e la convocazione del voto per l’8 febbraio. L’obiettivo è avviare un passaggio cruciale di legittimazione popolare del suo governo. La Camera bassa è il ramo più potente della Dieta nipponica. E dal suo rinnovo dipenderanno sia la stabilità dell’esecutivo sia la permanenza della premier alla guida del Paese. Il governo Takaichi è nato in autunno senza una maggioranza autonoma, sulla base di una consultazione interna al Partito Liberaldemocratico, e successivamente rafforzato da un nuovo accordo di coalizione con Nippon Ishin no Kai. Proprio questa evoluzione politica, insieme a una serie di svolte programmatiche, ha spinto la premier a rimettere il mandato nelle mani degli elettori. L’annuncio è arrivato durante una conferenza stampa al Kantei, sede dell’ufficio del primo ministro.
La ricerca della legittimazione popolare
Takaichi ha spiegato che molte delle misure oggi al centro dell’azione di governo non erano presenti nel precedente manifesto elettorale. Inoltre, con l’ingresso di Ishin nella coalizione, il quadro politico è mutato in modo sostanziale. Le scelte che confluiranno nel bilancio 2026 e nei prossimi disegni di legge richiedono quindi un chiaro mandato popolare. Le elezioni anticipate in Giappone avranno anche un valore personale e diretto per la leader conservatrice. Takaichi ha legato esplicitamente il proprio futuro politico all’esito del voto. In caso di maggioranza dei seggi per Ldp e Ishin, resterà primo ministro. In caso contrario, il Parlamento eleggerà un nuovo capo del governo. Un’impostazione che trasforma la consultazione in un vero referendum sulla sua leadership. Sul piano programmatico, la premier punta a consolidare una base politica stabile per affrontare nodi rimasti irrisolti per decenni.
Le priorità programmatiche
Tra le priorità figurano la costruzione di un sistema di sicurezza sociale sostenibile, la revisione della Legge sulla Casa imperiale e della Costituzione e il rafforzamento dell’azione diplomatica sulla questione dei rapimenti nordcoreani. Secondo Takaichi, politiche di questa portata non possono prescindere da una fiducia popolare esplicita. In ambito economico, la linea rivendicata è quella di una “finanza proattiva ma responsabile”. Il nuovo bilancio limita le emissioni di titoli di Stato a 29.600 miliardi di yen e riduce la dipendenza complessiva dal debito ai livelli più bassi dalla crisi finanziaria globale. Centrale anche l’abolizione per due anni della tassa sui consumi relativa ai generi alimentari, inserita nell’accordo di coalizione come risposta all’aumento del costo della vita.
La sfida di portare il Giappone alle elezioni anticipate
Il quadro politico è reso più complesso dalle mosse dell’opposizione. Il Partito Democratico Costituzionale e Komeito, ex alleato dell’Ldp, hanno promosso una nuova formazione centrista, l’Alleanza per la Riforma Moderata, con l’obiettivo di intercettare l’elettorato moderato e contrastare la svolta conservatrice del governo. Gli accordi di desistenza nei collegi uninominali e lo spostamento del voto dell’area buddhista potrebbero rendere l’esito più incerto rispetto al passato. Le elezioni anticipate in Giappone assegneranno 289 seggi nei collegi uninominali e 176 con il sistema proporzionale. Dal risultato uscirà la nuova composizione del Parlamento chiamato a designare il primo ministro e a definire la direzione politica del Paese in una fase di cambiamenti profondi. Sanae Takaichi sarà confermata imponendosi definitivamente come leader del Giappone?
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