L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Esteri

La Fed mantiene i tassi fermi al 3,50–3,75%

Rimosse dal comunicato le frasi che in passato lasciavano aperta l’ipotesi di ulteriori riduzioni

di Giorgio Brescia -

Federal Reserve Board Chairman Jerome Powell


La Fede mantiene fermi i tassi. La Federal Reserve degli Stati Uniti lascia invariati i tassi di interesse nella fascia 3,50%-3,75%, interrompendo il ciclo di tre tagli consecutivi del 2025 e cancellando segnali più accomodanti dal comunicato ufficiale.

Fed, l’ultima scelta

Il Federal Open Market Committee non ha inserito nuove proiezioni macroeconomiche nel suo report di politica monetaria e ha rimosso dal comunicato frasi che in passato lasciavano aperta l’ipotesi di ulteriori riduzioni. Un chiaro segnale che la banca centrale intende osservare i dati economici prima di qualsiasi mossa sui tassi.

Jerome Powell ha ribadito in conferenza stampa che l’economia americana mostra segni di solidità, con inflazione ancora sopra l’obiettivo del 2% e mercato del lavoro stabile, e che qualsiasi modifica futura dei tassi dipenderà dai dati economici in arrivo.

Rispetto alle previsioni precedenti e alle attese, la Fed ha eliminato dal comunicato la formulazione che in passato lasciava intendere maggior apertura verso nuovi tagli. Ciò suggerisce una maggiore cautela rispetto all’orientamento più accomodante degli ultimi mesi.

Fermati i tassi

La decisione sancisce una pausa nell’allentamento monetario e indica che la Fed ritiene l’attuale livello dei tassi appropriato per bilanciare inflazione e crescita. L’economia Usa mantiene consumi resilienti e occupazione relativamente forte, anche se l’inflazione resta sopra il target.

Il pressing di Trump

Il presidente Donald Trump aveva fatto pressioni affinché la Fed tagliasse i tassi con maggiore forza. La banca centrale ha resistito a queste richieste e difeso la propria indipendenza. Powell ha sottolineato in conferenza stampa l’importanza di mantenere la politica monetaria apolitica e basata sui dati.

Mercati e contesto macro

Una pausa nei tagli ampiamente prevista dagli operatori finanziari, vista l’attuale combinazione di inflazione ancora sopra il target e mercato del lavoro stabile, e viene interpretata come un segnale di fiducia nella resilienza dell’economia Usa.

Gli investitori ora guardano alle prossime letture sull’inflazione e sull’occupazione e alle trimestrali delle grandi società tech come possibili driver per la politica monetaria futura.


Torna alle notizie in home