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Esteri

Netanyahu parla da padrone di Gaza

di Lino Sasso -


Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu torna a dettare la linea sul futuro della Striscia con parole che non lasciano spazio a interpretazioni. In un messaggio pubblicato sul suo profilo X, Netanyahu ha respinto in modo netto qualsiasi ipotesi di coinvolgimento dell’Autorità Nazionale Palestinese nell’amministrazione di Gaza. Un chiarimento quello di Israele su un dettaglio tutt’altro che secondario: il simbolo istituzionale del futuro Comitato nazionale per l’amministrazione del territorio. “Il simbolo del Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza presentato a Israele era completamente diverso da quello pubblicato questa sera”, scrive Netanyahu. Poi ha aggiunto: “Israele non accetterà l’uso di un simbolo dell’Autorità Nazionale Palestinese; l’Autorità Nazionale Palestinese non avrà alcun ruolo nell’amministrazione di Gaza”. Una dichiarazione che rafforza l’idea di un controllo totale israeliano sulla fase politica e amministrativa successiva al conflitto.

Un simbolo politico

Il nodo del futuro simbolo di Gaza, a prescindere dall’Anp, diventa così altamente politico. Non si tratta solo di un elemento grafico o formale, ma di un messaggio di sovranità e legittimazione. Per Netanyahu, accettare un emblema riconducibile all’Autorità Nazionale Palestinese significherebbe riconoscerne implicitamente un ruolo politico nella Striscia, ipotesi che il governo israeliano intende escludere a priori. La presa di posizione del premier israeliano arriva in un momento di forte incertezza sul futuro di Gaza. La comunità internazionale discute da settimane su possibili modelli di governance post-bellica, tra amministrazioni transitorie, coinvolgimento di attori regionali e un eventuale ritorno dell’Anp. Netanyahu, però, sembra voler chiudere ogni spiraglio: Gaza, nella visione del governo israeliano, non dovrà tornare sotto l’ombrello politico palestinese così come è stato conosciuto finora.

Il significato del rifiuto del simbolo dell’Anp

Il riferimento al simbolo dell’Anp per Gaza assume quindi un valore emblematico. Il rifiuto non riguarda solo l’immagine, ma l’identità politica che essa rappresenta. È un messaggio rivolto sia ai palestinesi sia ai partner internazionali: Israele non è disposto a negoziare su chi controllerà il territorio e con quali simboli di potere. Queste parole alimentano ulteriormente le tensioni con l’Autorità Nazionale Palestinese, già marginalizzata negli equilibri della Striscia. Adesso l’Anp rischia di finire esplicitamente esclusa da qualsiasi prospettiva futura secondo la linea israeliana. Allo stesso tempo, il messaggio rafforza l’immagine di Netanyahu come leader deciso a parlare “da padrone” di Gaza, rivendicando un diritto di veto su ogni aspetto, anche simbolico, dell’amministrazione del territorio.


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