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Cronaca

Niscemi, crolla l’auto in bilico sulla frana. Continua l’inchiesta per disastro colposo

di Flavia Romani -


Rimane altissima l’attenzione della magistratura su quanto sta accadendo a Niscemi, il centro del Nisseno dove da oltre una settimana una vasta frana sta provocando crolli, evacuazioni e l’istituzione di un’ampia zona rossa totalmente inaccessibile. “Non guarderemo in faccia nessuno”, ha dichiarato il procuratore di Gela, Salvatore Vella, confermando la linea dura dell’inchiesta aperta per disastro colposo. Al momento non risultano indagati, ma lo stesso magistrato ha chiarito che «è escluso che il fascicolo rimanga così».

Giovedì la Procura conferirà l’incarico a tre consulenti tecnici che avranno il compito di ricostruire l’evoluzione della frana e verificare eventuali responsabilità. L’indagine ripartirà dal 1997, anno della prima grande frana che colpì la città. “Valuteremo se ci sono state condotte omissive o azioni che hanno contribuito a causare l’evento”, ha spiegato Vella. Sottolineando che verranno accertate eventuali responsabilità “apicali”, senza distinzione di ruoli o livelli.

Niscemi, crolla l’auto simbolo della frana

Intanto, nelle ultime ore, è precipitata nel baratro sottostante l’auto che da giorni era rimasta in bilico sul fronte della frana. Il simbolo della tragedia. La caduta del veicolo rappresenta una testimonianza concreta del fatto che il movimento del terreno non si è arrestato, ma continua, seppure con una velocità più lenta rispetto ai giorni immediatamente successivi al disastro.

Sul fronte della gestione dell’emergenza, il Comune ha ricevuto 352 istanze in un solo giorno per accedere alle misure di assistenza e ristoro. Durante l’ultima riunione del Centro di coordinamento soccorsi, è stato confermato che negli ultimi due giorni non si sono registrati nuovi movimenti lungo il fronte che insiste sulla strada provinciale 11, collegamento strategico tra Niscemi e Gela.

Da oggi è stato rafforzato il dispositivo di vigilanza nella zona rossa con l’impiego di venti militari dell’Esercito e l’installazione di barriere in cemento per impedire il transito veicolare. Proseguono intanto le attività di assistenza alla popolazione: i vigili del fuoco hanno effettuato finora 669 interventi di accompagnamento nelle abitazioni evacuate. Resta però vietato il recupero di beni negli immobili situati entro i primi cinquanta metri dal fronte frana, considerati ancora estremamente pericolosi.


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