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Ambiente

Biogas/2: la centrale contestata a Matera

Guerra sul territorio per il sì della Regione ad un impianto

di Giorgio Brescia -

(Fonte: X)


Le imprese aderenti a Confapi Matera e alcune realtà territoriali si preparano a un ricorso al Consiglio di Stato contro la realizzazione di una centrale di biogas nell’area industriale di La Martella, a Matera. Ciò, dopo che il Tar Basilicata ha respinto il ricorso al Tribunale Amministrativo. Contestata l’autorizzazione rilasciata dalla Regione Basilicata, temuti impatti ambientali e economici per leattività già presenti nella zona.

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La controversia legale sull’impianto

L’iter per la centrale a biogas nell’area industriale di La Martella, partito nel 2014. assegnato un lotto del Consorzio per lo Sviluppo Industriale a un’impresa proponente. Negli anni seguenti il progetto ha incontrato ripetute resistenze. Il Comune di Matera si è opposto più volte in conferenze dei servizi e il Consiglio comunale aveva espresso parere negativo alla realizzazione di impianti simili, pubblici o privati. Nonostante ciò, la Regione Basilicata aveva concesso l’autorizzazione a fine 2024.

Confapi Matera aveva presentato ricorso al Tar Basilicata, insieme ad associazioni locali (Amici del Borgo e altre), sostenendo che la procedura amministrativa e la valutazione dei rischi ambientali non abbiano rispettato la normativa regionale, in particolare la legge regionale n. 35/2018. Il Tribunale ha respinto il ricorso il 5 agosto scorso, confermando in sede giudiziaria la legittimità della conferenza di servizi che ha approvato il progetto.

Ora Confapi Matera annuncia l’intenzione di spostare il contenzioso al Consiglio di Stato, ritenendo che la valutazione del Tar e della conferenza di servizi sulla centrale di biogas abbia trascurato gravi vizi di legittimità e che l’impianto non porterebbe benefici reali alla comunità locale.

I motivi della contestazione territoriale

Il presidente di Confapi Matera ha spiegato che la costruzione dell’impianto di produzione di biogas e biometano a La Martella rischierebbe di danneggiare le imprese già operative nell’area industriale. In particolare, quelle del settore agroalimentare che usano processi di lievitazione sensibili alle emissioni odorifere tipiche di queste strutture.

Secondo le critiche, il sito individuato è troppo vicino al centro abitato e molto vicino ad attività sanitarie e produttive, con distanze inferiori a quelle previste dalla legge regionale.

Sul posto, pure il timore dell’aumento del traffico di mezzi pesanti per il trasporto delle biomasse e dei rifiuti, con possibili effetti inquinanti e olfattivi difficili da contenere.

Le imprese contestano anche che l’area abbia già subito disagi ambientali, in parte legati alla presenza di una discarica adiacente ora chiusa. E ritengono che l’unica soluzione possibile sia la delocalizzazione dell’impianto in una zona più idonea.

Cosa accadrà

Nonostante l’esito negativo al Tar, la strategia di Confapi Matera prevede ora di chiedere al Consiglio di Stato di riesaminare l’intero procedimento autorizzativo, puntando a dimostrare che le valutazioni tecniche e giuridiche non siano state adeguatamente considerate. La battaglia giudiziaria potrebbe protrarsi nei prossimi mesi, con ripercussioni sul cronoprogramma di realizzazione dell’impianto.


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