Santhià celebra il Carnevale 2026: una settimana di eventi tra tradizione e festa
Il Carnevale di Santhià torna dal 10 al 17 febbraio 2026 e lo fa con un programma che intreccia riti secolari e linguaggi contemporanei. Non è solo una festa: è una settimana in cui la città di Santhià ribalta le regole, celebra l’abbondanza e mette in scena una delle tradizioni popolari più identitarie del Nord Italia.
Tradizione che si rinnova
Il calendario si apre con una novità pensata per intercettare nuovi pubblici: l’11 febbraio debutta una serata latino–reggaeton, segnale chiaro che il Carnevale non è un museo a cielo aperto ma un organismo vivo, capace di parlare il linguaggio del presente senza perdere radici.
Il giorno successivo, 12 febbraio, arriva uno degli appuntamenti più sentiti: il tradizionale Giòbia grass. Il corso principale si trasforma in un percorso enogastronomico diffuso, seguito da un concerto al Palacarvè. Il 13 febbraio, invece, è la volta dei giovani, protagonisti di una serata musicale ad alto ritmo che conferma la vocazione inclusiva della manifestazione.
Le chiavi della città e il Primo Corso Mascherato
Il cuore simbolico del Carnevale di Santhià 2026 batte il 14 febbraio. Nel giorno di San Valentino, ma soprattutto di Santhià in festa, Majutin e Stevulin ricevono dal sindaco le chiavi della città e leggono il Proclama al Popolo. Da quel momento, il potere passa ufficialmente alle maschere: seguono cortei, momenti popolari e un veglione mascherato che segna l’ingresso dei “padroni” cittadini.
Il 15 febbraio prende il via il Primo Corso Mascherato. Sfilano carri monumentali di cartapesta, bande musicali, gruppi storici e costumi artigianali, per un totale di oltre 2.000 figuranti. In piazza troneggia un gigantesco Gianduja, mentre la serata si chiude con uno spettacolo pirotecnico e un nuovo veglione.
La Fagiuolata: identità e record
Il momento che definisce l’anima del Carnevale arriva il 16 febbraio, all’alba. Alle 5 del mattino i Pifferi svegliano la città: è il giorno della Colossale Fagiuolata. Vengono accese 150 caldaie di rame e preparate 20.000 porzioni di fagioli che, in meno di mezz’ora, vengono distribuite gratuitamente. Un gesto che va oltre il primato gastronomico e affonda le radici in una tradizione europea di solidarietà e abbondanza collettiva, nata per esorcizzare la paura della fame.
Il pomeriggio è dedicato ai più piccoli con il Gran Ballo dei Bambini, mentre la sera la Sfilata Notturna illumina il centro cittadino per il Secondo Corso Mascherato.
Il gran finale
Il 17 febbraio è il giorno dei Giochi di Gianduja: corse nei sacchi, tiro alla fune, pignatte e sfide popolari animano le vie del centro. Alle 14.30 parte il Terzo Corso Mascherato, con la proclamazione dei vincitori. Al calare del buio, il rito conclusivo: il Rogo del Babàciu, un falò simbolico accompagnato da campane, musica e una monferrina finale che trasforma l’addio al Carnevale in un’ultima, collettiva esplosione di festa.
Il Carnevale di Santhià 2026 si congeda così, ribadendo una verità che qui conoscono da secoli: non è uno spettacolo da osservare, ma un’esperienza da vivere. E chi parte porta con sé almeno un sorriso… e una domanda senza risposta: come fanno a finire 20.000 porzioni di fagioli in mezz’ora?
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