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Napoli

Osimhen non dimentica: “A Napoli trattato come un cane”

di Paolo Diacono -


“A Napoli mi hanno trattato come un cane”, Victor Osimhen è (ancora) arrabbiato con De Laurentiis e con la società azzurra. Il centravanti nigeriano è stato uno dei protagonisti assoluti della stagione meravigliosa con Kvaratshkelia e Spalletti che regalò al Ciuccio il suo terzo scudetto dopo un’attesa durata più di trent’anni. Ma le cose, con Adl, non sono andate per il verso giusto. E questo è ormai il passato. Ma non per l’attaccante che rinfaccia alla società di averlo trattato malissimo come non avrebbe meritato. E che ripercorre la rottura in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.

Osimhen: “A Napoli come un cane”

“Dopo che il Napoli ha pubblicato quel video su TikTok, qualcosa si è rotto definitivamente” ha ricordato il calciatore che oggi veste la maglia del Galatasaray in Turchia. Era il 2023, il Napoli vestiva il tricolore sul petto, Spalletti se n’era andato e Rudi Garcia era al timone di uno spogliatoio che era una polveriera. E dopo un rigore sbagliato, la società pubblicò un video che non fu preso con molta ironia dall’attaccante. “Chiunque può sbagliare un calcio di rigore, chiunque può essere preso in giro per questo. Il Napoli l’ha fatto soltanto con me, tra l’altro con allusioni di un certo tipo. Sono stato vittima di insulti razzisti e ho preso la mia decisione: volevo andare via”.

L’addio che passa attraverso i tifosi, il sogno Juventus

“Ho cancellato le foto con la maglia del Napoli dal mio Instagram e hanno colto la palla al balzo per mettermi contro i tifosi. E pensare che mia figlia, per me, è più napoletana che nigeriana”, ha detto Osimhen. Che rivela un dettaglio che non può passare in cavalleria. “Giuntoli mi aveva cercato per la Juventus”, ha detto. Affermando che era più che disposto ad andarsene alla Continassa. Ma Adl, evidentemente, non avrebbe retto un altro caso Higuain. Non è che sia andata meglio. Se oggi, a distanza di quasi tre anni da quei fatti Osimhen ha un giudizio netto e ritiene di essere stato trattato come un cane.


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