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Esteri

Via Noem, al suo posto il Maga warrior Mullin

Trump caccia la chiacchieratissima responsabile della sicurezza interna

di Angelo Vitale -

Il senatore repubblicano del Massachusetts Markwayne Mullin


Trump caccia Kristi Noem, cambio al DHS: arriva Mullin. Scossone nella Casa Bianca. Donald Trump ha rimosso la segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem, annunciando la sostituzione con il senatore repubblicano Markwayne Mullin. La decisione è stata comunicata direttamente dal presidente sui social.

Noem non esce del tutto dall’orbita trumpiana. Sarà spostata in un nuovo incarico diplomatico come “Special Envoy for the Shield of the Americas”, un’iniziativa di sicurezza regionale che Washington presenterà nei prossimi giorni.

Chi è Kristi Noem

Kristi Noem, 54 anni, è una figura di primo piano del trumpismo. Ex governatrice del South Dakota, diventata nel 2025 Segretaria alla Homeland Security. Nota per la linea durissima sull’immigrazione e per le operazioni federali con l’Ice contro i migranti irregolari.

Durante il suo mandato ha promosso grandi operazioni federali anti-immigrazione e campagne mediatiche a sostegno delle deportazioni. In un briefing nel 2026 dichiarò che il governo era “all’offensiva” contro le reti criminali e gli immigrati illegali.

Proprio questa impostazione aggressiva le aveva garantito inizialmente il sostegno pieno di Trump e della base Maga.

Cosa è successo: scandali, audizioni e perdita di fiducia

Negli ultimi mesi però la posizione di Noem si è progressivamente indebolita. Il punto di rottura, dopo una serie di controversie. Prima una audizione molto dura al Congresso sulle politiche del Dipartimento di Homeland Security. Poi le polemiche per una campagna pubblicitaria governativa da oltre 220 milioni di dollari per promuovere la stretta sull’immigrazione. Infine, le accuse di cattiva gestione e le spese discutibili nel dipartimento.

In parallelo, il DHS è stato travolto da critiche dopo sparatorie durante le operazioni federali che hanno causato la morte di cittadini americani. Eventi che hanno alimentato lo scontro politico a Washington.

Con Trump, secondo Abc News, Trump arrivato a esprimere “frustrazione” dopo le audizioni parlamentari, accelerando la decisione di rimuoverla.

La mossa di Trump: strategia politica e gestione dell’immigrazione

La sostituzione, soprattutto una mossa di controllo politico, non un cambio di linea. Time osserva che l’uscita di Noem è stata più una questione di “immagine e gestione interna” che di politiche, perché il suo successore è un sostenitore della stessa linea dura sull’immigrazione.

Il senatore Markwayne Mullin, scelto da Trump, è infatti noto per posizioni radicali su deportazioni di massa e difesa delle operazioni Ice, ed è considerato un “Maga warrior” dai sostenitori del presidente.

Il contesto politico: midterm e pressione elettorale

La rimozione arriva mentre gli Stati Uniti entrano nella fase delle elezioni di midterm del 2026, con i primi test elettorali già iniziati. Trump vuole evitare che gli scandali interni indeboliscano i repubblicani. Poi, rafforzare la narrativa della sicurezza e del controllo dei confini; e presentarsi agli elettori con un governo più disciplinato.

Il risultato, una tipica mossa della leadership trumpiana: tagliare rapidamente figure diventate politicamente ingombranti, mantenere intatta la linea politica.

Un segnale per il resto del governo

Il licenziamento di Noem, anche un messaggio al resto dell’amministrazione. Per il Guardian una dimostrazione del fatto che “nel Trump world tutti sono sostituibili”, anche i fedelissimi che per anni hanno incarnato la linea politica del presidente.

La sua priorità, il controllo del messaggio politico. La politica sull’immigrazione rimane centrale, ma chi la gestisce deve essere efficace e politicamente utile alla strategia elettorale.


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