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Politica

Gasparri si è dimesso: bufera Forza Italia, Stefania Craxi al suo posto

Come L'identità aveva anticipato, azzerato il vertice degli azzurri in Senato. Nel primo pomeriggio il passaggio ufficiale

di Angelo Vitale -


È ufficiale: Maurizio Gasparri si è dimesso da capogruppo di Forza Italia al Senato. La notizia, che l’Identità aveva anticipato, ha trovato conferma definitiva dopo un vertice lampo a Palazzo Madama.

Le dimissioni arrivano in un momento di estrema fragilità per gli equilibri interni del partito, segnando la fine di un’era e l’inizio di una ristrutturazione profonda voluta dai vertici.

Convocata per oggi pomeriggio, alle 16.30, l’assemblea dei senatori del gruppo di Forza Italia ha sancito le dimissioni del capogruppo Maurizio Gasparri e l’elezione del nuovo presidente dei senatori azzurri, Stefania Craxi.

La nuova capogruppo, nelle iniziali dichiarazioni, minimizza quanto accade, parlando di un avvicendamento previsto da tempo e congelato nella circostanza del referendum.

Le ragioni del passo indietro di Gasparri: il peso del referendum

Gasparri si è dimesso: la decisione non è un fulmine a ciel sereno, ma l’epilogo di una crisi di fiducia esplosa dopo l’esito del referendum sulla giustizia del 22-23 marzo. Il mancato coordinamento della base elettorale e il risultato al di sotto delle aspettative hanno spinto la maggioranza dei senatori azzurri (14 su 20) a firmare un documento di sfiducia.

L’operazione, che vede tra i protagonisti nomi di spicco come i ministri Zangrillo e Casellati, rifletterebbe una nuova linea strategica dettata dalla famiglia Berlusconi e, in particolare, da Marina Berlusconi, orientata a un rinnovamento generazionale e comunicativo del partito.

L’andamento politico: cosa succede ora in Forza Italia

L’uscita di scena di Gasparri apre la strada a una successione già tracciata. L’andamento individuato dagli analisti politici e dai rumors parlamentari punta dritto, come L’identità ha scritto, verso Stefania Craxi.

Il fattore Craxi. La senatrice, attuale presidente della Commissione Esteri, rappresenta la sintesi perfetta tra l’anima riformista e la fedeltà alla linea atlantista.

L’asse Lotito-Tajani. Resta da vedere come si riposizioneranno le correnti interne. Claudio Lotito, indicato come uno dei motori della fronda anti-Gasparri, punta a un ruolo di maggiore peso nel coordinamento del gruppo.

Stabilità del governo. Nonostante il caos interno, Forza Italia assicura il sostegno al governo, ma il rimpasto delle cariche parlamentari potrebbe rallentare i lavori delle commissioni nelle prossime 48 ore.


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