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Costume

Temptation Island, gli italiani e le corna: il vero prime time nazionale

Altro che calcio: il Paese si appassiona più ai tradimenti che ai Mondiali. E spesso lo nega

di Ernesto Ferrante -


Mentre Belgio-Senegal ai Mondiali 2026 ha raccolto 3.686.000 spettatori (28,9%), Temptation Island ha sbancato con 3.819.000 e il 26,6% di share. Numeri che raccontano una verità semplice e un po’ imbarazzante. Agli italiani interessa più vedere coppie che si sfaldano che nazionali che si affrontano. Il dramma sentimentale batte quello sportivo, e senza nemmeno bisogno dei tempi supplementari.

E non è un caso isolato. Chi l’ha visto? ha salutato Federica Sciarelli con 1.169.000 spettatori, Next su Italia 1 ne ha raccolti 895.000, mentre le altre reti hanno annaspato nelle retrovie. Ma il dato più gustoso è arrivato da OmnicomMediaGroup, che per Libero monitora quotidianamente i trend televisivi. Almeno 3,5 milioni di persone guardano questi programmi e poi giurano di non farlo. Una sorta di “astinenza professata ma non praticata” che però non regge alla prova dell’Auditel.

Il consumo “clandestino” (ma di massa)

Il report di OmnicomMediaGroup piazza Temptation Island in cima alla classifica del consumo televisivo “di nascosto”. Il 35% del pubblico non ammette di seguirlo. Eppure il reality, ripartito il 24 giugno, ha già macinato numeri strepitosi. Insomma, lo guardano quasi tutti, ma nessuno lo confessa. Come se fosse un vizio privato, un “peccato” da consumare in silenzio.

Secondo diversi sociologi, la morbosità non è un difetto: è un collante sociale. Studi sul gossip e sull’infedeltà, facilmente reperibili online, spiegano che il pettegolezzo sentimentale funziona come una sorta di “meccanismo di regolazione comunitaria”, un modo per osservare gli altri e definire se stessi. In pratica, si guardano le corna altrui per sentirsi un po’ meglio con le proprie.

Il Paese che ama giudicare

La televisione lo sa e astutamente ci marcia. Tradimenti, sospetti, chat segrete, lacrime, riconciliazioni e ricadute sono il carburante perfetto per un pubblico che vuole emozioni forti senza muoversi dal divano. Più la storia è torbida, più l’audience sale. Il calcio, con le sue regole e i suoi tempi morti, non può competere con la semplicità brutale di un “lui l’ha tradita con lei”. Le doppiette e le triplette sul rettangolo verde esaltano molto meno rispetto a quelle messe a segno altrove.

La verità che non non si vuole ammettere

Alla fine, il quadro è chiaro. Tantissimi italiani amano le corna, le guardano, le commentano, le giudicano e poi fingono di non farlo. Il calcio resta importante, certo, ma il vero sport nazionale è la morbosità. Finché ci saranno coppie disposte a litigare davanti alle telecamere, milioni di spettatori saranno lì, pronti a godersi lo spettacolo. Per poi negarlo.


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