Piero contro il governo chiede di "tornare indietro", Vincenzo due anni fa applaudiva Nordio e Meloni
Abuso d’ufficio ovvero se il parricidio, in politica, è un momento solenne. È una sorta di rito di iniziazione. Separa il grano dal loglio, il peone e lo statista. Una cesura netta che richiede coraggio, pelo sullo stomaco e ambizione per capire chi è destinato a passare la vita a pigiar bottoni e chi, invece, riempirà di sé i libri di storia. Questa è una storia che si ripete, ciclicamente. E, marxianamente, da tragedia diventa farsa. Detta meglio: va bene il parricidio ma c’è chi esagera. Ora, è successo che il Parlamento europeo abbia approvato la direttiva anticorruzione che definisce, tra le altre cose, l’abuso di ufficio come reato. Almeno, è questa la lettura che ne danno le opposizioni in Italia mentre, c’è chi, come per esempio la Lega, smorza i toni trionfalistici dei manettari nostrani e dice che non è stato reintrodotto proprio nulla.
L’Ue e l’abuso d’ufficio
Col ditino alzato, tra gli altri, c’era pure Piero De Luca. Che ha dettato alle agenzie una nota velenosa: “Mentre il governo Meloni si ostina a smantellare i presidi di legalità cancellando il reato di abuso d’ufficio, l’Europa ci ricorda che la lotta alla corruzione richiede strumenti forti e rigorosi”. E ancora: “È tempo di tornare indietro e costruire norme che proteggano davvero l’interesse pubblico, come richiesto dai nostri partner europei”. Tornare indietro per andare avanti, c’è un grande futuro nel nostro passato come diceva quel personaggio di Monicelli. Già questo basterebbe a sorridere.
Cosa diceva papà Vincenzo
Ma, ecco, Piero De Luca chiede di tornare indietro. Facciamolo. E torniamo a due anni e mezzo fa. Era il 16 giugno del 2023, un venerdì. Non un giorno a caso della settimana. E non una vita fa. Vincenzo De Luca, papà di Piero e tonitruante governatore della Campania deciso a tutt’osare pur di lottare per il terzo mandato, declamava urbi et orbi durante l’angelus social del venerdì: “Sono dieci anni che mi batto contro il reato di abuso d’ufficio, credo che l’iniziativa assunta dal Governosia importante e positiva”. Sì, avete capito bene. E aggiungeva: “Ho ascoltato invece esponenti del Pd, che sono per la loro storia politica esempi di trasformismo e opportunismo. Uno dei principali esponenti del disastro elettorale del Pd, ora riciclato con la Schlein, parlava di giustizia con supponenza insopportabile”. Chissà a chi si riferiva. E chissà se quelle parole, oggi, le ripeterebbe al figlio. Va bene il parricidio, ma qui si esagera.