Dolce e (cara) Pasqua, quanto ci costi
I conti delle feste: uova e colombe, prezzi e costi a confronto
Cara, carissima Pasqua. La Festa più attesa è arrivata. L’inverno è ormai alle spalle, insieme alla Quaresima. Il tempo del digiuno e dei freddi è finito. Finalmente c’è la primavera, la vita che si risveglia. Una festa così va, assolutamente, onorata. Gli italiani, manco a dirlo, hanno già fatto spese e scorte. Non è festa, non è Pasqua senza la più classica delle colombe né senza il più iconico uovo di cioccolata. Ma i prezzi? Quelli, purtroppo, non danno requie. Adesso, più che mai, con le nuove crisi che incombono e che fanno temere fiammate del carovita. Le stangate, pure a Pasqua, ci sono state. Ma, in fondo, qualche buona notizia pure c’è stata.
Uova e colombe: i conti di Pasqua
Cominciamo col “volo” della colomba. Soffice, profumata: il dolce per eccellenza di Pasqua. Stando ai numeri di un’indagine pubblicata da Altroconsumo, la colomba non ha visto lievitare granché i suoi costi. La media totale parla dell’1% in più, a livello di prezzi, rispetto al 2025. Tutto considerato, c’è da tirare un sospiro di sollievo. Attenzione, però. Perché i costi, tarati sul chilo di dolce, non sono poi così irriducibili a una media che sia davvero omogenea. Scendendo un po’ di più nel particolare, ecco che emerge la vastità della forchetta. Si va, per quanto riguarda le colombe, da un minimo di quattro fino a ben 30 euro al chilo. Questo, però, solo per quanto riguarda i prodotti industriali. Le colombe artigianali possono arrivare a costare fino a 50 euro al chilo. Poiché il costo si calcola sul chilo, va da sé che alcune promozioni tali, in realtà, non si sono dimostrate fino in fondo. Perché è bastato proporre colombe più piccole (e leggere…) per rientrare nei prezzi competitivi del mercato. Una sorta di shrinkflaction, o sgrammatura se preferite, pure del dolce pasquale.
La disparità di prezzo
La disparità di prezzi, se possibile, s’è fatta ancora più pesante in relazione alle uova di Pasqua. Qui non c’è stato scampo: il rincaro medio è stato pari al 19% a fronte di un prezzo medio, al chilo, stimato dagli analisti di Altroconsumo in ben 57 euro al chilo. Ciò è il risultato dei due estremi: da un lato le produzioni da otto euro al chilo, dall’altro quelle che arrivavano a costare l’equivalente di 130 euro al chilo. Qui a pesare, però, non è la crisi dei prezzi del cacao. Che, peraltro, sta pure iniziando a rientrare. Il costo (accessorio) più pesante per le Uova di Pasqua riguarda, ovviamente, le sorprese. A cui si sommano le spese sostenute per le licenze. Vendere un dolce corredandolo con la foto di un cantante, uno sportivo, o coi personaggi dei cartoni animati, del cinema e dei fumetti più in voga, costa. E il prezzo, chiaramente, si riflette pure sull’importo finale a carico del consumatore. Che, infine, paga pure lo scostamento legato al formato. I conti di Altroconsumo, infatti, rivelano che a fronte di grammature maggiori scende il prezzo al chilo della materia prima.
Quanto si spende in dolcezza
La spesa media degli italiani per la Pasqua, o meglio per i dolci di Pasqua, è stata pari mediamente a venti euro. Questo succede perché, spesso, colomba e uova non si comprano (più) insieme. Per le seconde, infatti, cresce il numero dei consumatori che aspetta la fine delle festività pasquali per farne incetta. La cioccolata piace, l’hype un po’ meno. Attendere consentirà di risparmiare e gli sconti serviranno ai negozi a smaltire le (ovvie) rimanenze. Per le colombe, invece, c’è un rischio. Già, perché per un numero crescente di famiglie non rappresenta più un acquisto necessario e irrinunciabile. In fondo, c’è pur sempre un tesoro di dolci regionali (e da fare in casa) a cui poter attingere.
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