Il punto sulle elezioni amministrative tra primo turno e ballottaggi
Le amministrative 2026 al primo turno segnano un vantaggio del centrosinistra nei capoluoghi italiani, ma restituiscono anche un quadro politico ancora molto equilibrato tra le coalizioni. Il campo progressista conquista 7 sindaci contro i 3 del centrodestra. Alle precedenti amministrative aveva chiuso con 8 sindaci complessivi dopo i ballottaggi contro i 6 della coalizione avversaria. Il risultato più significativo per il centrosinistra arriva da Pistoia, strappata al centrodestra, mentre Avellino passa dalle liste civiche all’area progressista ed Enna viene sottratta a Italia Viva. Confermati, invece, i sindaci di Mantova, Andria, Prato e Salerno. Proprio Salerno ed Enna rappresentano due casi particolari: i candidati sostenuti dal centrosinistra hanno vinto senza il simbolo del Partito Democratico in coalizione. Il centrodestra, però, risponde con vittorie simbolicamente pesanti.
I ballottaggi
La coalizione di governo conquista Reggio Calabria, sottraendola al centrosinistra, conferma Venezia con Simone Venturini e ottiene il successo a Crotone in alleanza con le liste civiche. A Messina, invece, Sud chiama Nord mantiene la guida della città già al primo turno. Saranno sei le principali sfide ai ballottaggi tra centrosinistra e centrodestra: Lecco, Chieti, Trani, Agrigento, Arezzo e Macerata. Questi comuni potrebbero modificare gli equilibri finali della tornata amministrativa e assumere un peso politico nazionale.
Il peso dei partiti al primo turno delle amministrative
Dal punto di vista dei partiti, il vero vincitore nei capoluoghi è il Partito Democratico, che si conferma prima forza politica. I Democratici raggiungono il 37,89% a Mantova e superano il 20% in numerose città: Venezia (24,84%), Lecco (22,04%), Andria (21,38%), Prato (28,63%), Arezzo (21,24%), Pistoia (28,77%) e Avellino (20,96%). Fratelli d’Italia resta invece il primo partito di centrodestra, ma supera il 20% soltanto a Prato, dove tocca il 21,43%. Gli altri risultati migliori arrivano a Lecco (18,64%) e Macerata (18,16%). Nella maggioranza di governo la Lega supera Forza Italia soltanto a Venezia, Lecco, Macerata e Messina, mentre nessuno dei due partiti oltrepassa il 15% nei capoluoghi. Nel centrosinistra Alleanza Verdi-Sinistra supera quasi ovunque il Movimento 5 Stelle, con l’eccezione di Avellino, Macerata e Chieti. Né Avs né M5s, però, riescono a superare il 10%. Da segnalare anche il 14,18% di Sud chiama Nord a Messina e la crescita di forze centriste come Dc, Udc, Azione, Alternativa Popolare e Noi Moderati.
Torna alle notizie in home