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“Andare sulle notizie”: ecco come lo fanno i giovani

La carta stampata, in questo scenario, scompare quasi del tutto, attestandosi su un residuo 4%

di Giorgio Brescia -


“Andare sulle notizie”: ecco come lo fanno i giovani. Si informano sui social e attraverso gli influencer: l’ultimo report del Reuters Institute scatta una fotografia impietosa del divario generazionale nell’informazione.

“Andare sulle notizie”: come lo fanno i giovani

Per i giovani tra i 18 e i 24 anni, il concetto di “andare sulle notizie” è ormai obsoleto. Sono le notizie a doverli raggiungere nei luoghi che frequentano abitualmente, ovvero le piattaforme social visuali.

La fine dell’era “online first”: benvenuti nel “social first”

Il dato più dirompente, il sorpasso definitivo dei social media sui siti web tradizionali. Se nel 2015 la maggior parte degli under 25 consultava siti e app degli editori, oggi solo il 14% accede direttamente a un brand di informazione.

Le piattaforme sono dominanti. Il podio è occupato da Instagram (30%), YouTube (23%) e TikTok (22%).

Lento, il declino di Facebook.In meno di dieci anni, il social di Zuckerberg è crollato tra i giovani, passando dal 53% a un marginale 16% come fonte di news.

Lo scrolling annulla l’intenzionalità. Circa due terzi dei giovani (64%) fruisce di notizie quotidianamente, ma lo fa in modo “accidentale” durante lo scrolling, non per una ricerca volontaria.

Fiducia nei creator: gli influencer battono i giornalisti

La ricerca Reuters evidenzia una crisi d’identità per i media tradizionali. I giovani dichiarano di prestare molta più attenzione ai singoli creator e influencer (51%) rispetto ai brand giornalistici istituzionali (39%).

Uno spostamento dovuto a una percezione di maggiore autenticità e alla capacità dei creator di offrire uno storytelling personalizzato e orizzontale. Al contrario, le testate storiche vengono spesso percepite come distanti, poco rappresentative dei problemi giovanili (come salute mentale e clima). E troppo focalizzate sulla politica tradizionale.

Il fattore Ai e l’abbandono della carta

Il report 2026 sottolinea anche l’impatto dell’Intelligenza Artificiale, che sta frammentando ulteriormente l’ecosistema. Mentre gli editori temono un calo del traffico dai motori di ricerca a causa delle risposte generate dall’Ai, i giovani iniziano a usare i chatbot come primo punto di contatto per spiegazioni rapide. Così allontanandosi ulteriormente dalla lettura di lunghi articoli testuali. La carta stampata, in questo scenario, scompare quasi del tutto, attestandosi su un residuo 4%.


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