Dzeko suona la carica: “L’Italia ha paura”
L'analisi dell'ex centravanti di Inter e Roma: "Dimarco? Nessuna offesa, ci vorrebbe uno stadio come San Siro..."
Edin Dzeko suona la carica e in vista della finale playoff tra la sua Bosnia e l’Italia per i Mondiali suona la carica: “Gli azzurri hanno paura”. L’attaccante ex Roma, Inter e Fiorentina, però, non vuole accendere gli animi e, anzi, getta acqua sul fuoco delle polemiche esplose in Bosnia dopo l’esultanza di Dimarco alla notizia che, agli azzurri, sarebbe toccato confrontarsi proprio contro la Bosnia. Ma resta alta, altissima, la tensione (sportiva) in vista della finalissima che varrà, alla vincitrice, un pass per i mondiali di Usa, Canada e Messico di quest’anno.
Dzeko e Di Marco: “L’Italia ha paura”
Il centravanti della Bosnia ha analizzato la reazione di Dimarco che, in patria, è diventata a dir poco virale: “Non so perché non volevano giocare in Galles, noi abbiamo vinto. L’Italia è una nazionale incredibile, ha conquistato quattro Mondiali, ma dopo due esclusioni qualcosa significa. Se hai paura di giocare certe partite, vuol dire che puoi soffrire anche contro di noi”. Sul gesto del suo ex compagno di squadra, poi, Dzeko ha detto: “È una cosa normalissima, non mi sono offeso. Ognuno ha preferenze, nella vita e nello sport. Bisogna stare attenti perché con i social tutto diventa più grande. Dimarco mi ha scritto, mi ha fatto i complimenti e abbiamo chiarito subito: non c’è nessun problema”.
Zenica, la paura e l’Italia di oggi
L’analisi di Dzeko, poi, continua al di là dell’Italia e della sua “paura”. E dice: “Non ci sono più campioni come Totti o Del Piero, anche se resta tanta qualità. Sarà una partita molto tattica. Anche in Italia si dice che manca intensità, forse è per questo che arrivano meno risultati”. Per lui non sarà una partita come tutte le altre: “Contro l’Italia è una gara che sento molto, sicuramente differente da tutte le altre. L’Italia è il mio secondo Paese, dove ho vissuto quasi nove anni, quindi per me è una sfida speciale”. Un passaggio sullo stadio di Zenica che ospiterà la sfida: “Avremmo bisogno di uno stadio grande come San Siro per accogliere tutti. Ci sarà tanta gente anche fuori, questo popolo vive per la nazionale. Per me è sempre un onore rappresentarlo e giocherò finché potrò aiutare”.
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