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Disney prepara altri mille licenziamenti: ecco perché

Concorrenza spietata sul digitale, calo degli incassi al botteghino e Topolino "taglia" le teste

di Pietro Pertosa -


Topolino non sorride: Disney cambia il Ceo e si prepara a una raffica di licenziamenti. Ci sarebbero almeno mille persone a rischio che potrebbero perdere il posto di lavoro. La questione è di una semplicità impressionante. Lo streaming non tira abbastanza e, anzi, nonostante i forti investimenti nelle piattaforme online, i ricavi e soprattutto i guadagni non sarebbero neanche paragonabili a quelli che, una volta ormai, arrivavano alla multinazionale dai canali più tradizionali come cinema e televisione. Che fare? La risposta dei manager è sempre la stessa: licenziare.

Disney verso mille licenziamenti

Non è detta l’ultima parola, per carità. Ma il nuovo amministratore delegato Josh D’Amaro dovrà risolvere un bel busillis. Perché Disney sa che dovrà continuare, comunque, a investire se non vorrà perdere (definitivamente) la lotta serrata e senza quartiere con gli altri colossi dello streaming. Da Amazon fino a YouTube e Netflix. L’idea che trapelerebbe dai piani alti della società sarebbe quella di intervenire, con forza, sui dipartimenti marketing. Che, peraltro, era già stato abbondantemente sfrondato dal predecessore di D’Amaro, Bob Iger.

Topolino non sorride

Nel 2022, infatti, Iger aveva mandato a casa già 8mila persone. Nel solco dei grandi licenziamenti che, subito dopo la fine della pandemia e della “bolla” tech, interessarono praticamente tutte le grandi compagnie digitali. L’equilibrio, evidentemente, non è stato ancora trovato. Disney paga, in termini economici, la concorrenza sempre più spietata che arriva dal mondo digitale. Ma si ritrova pure a dover “saldare” adesso il prezzo delle (pesantissime) polemiche che erano piovute, tra capo e collo, alla multinazionale quando s’era messa a licenziare una valanga di titoli “woke” e a “correggere” e censurare parte del suo archivio. Le famiglie tradizionali hanno iniziato a guardare altro. Disney si ritrova adesso a dover fronteggiare il rischio di altri mille licenziamenti.


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