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Politica

Ilaria Salis e la sottile arte di piegare le regole

di Alessandro Scipioni -


Ilaria Salis si conferma un fenomeno.
Pretende rigore morale dagli altri ma, con grande disinvoltura, fa slittare le regole a proprio favore senza mai cadere in fallo.

Ilaria Salis e la residenza condivisa con Ivan Bonin

Dalle colonne de Il Giornale, Tommaso Cerno, chiede chi sia davvero Ivan Bonnin.
Perché se fosse il suo partner stabile, come inducono a supporre la camera condivisa a Roma e la residenza milanese comune, non potrebbe lavorare come suo assistente accreditato.

Le regole europee ostacolano partner stabili pagati con fondi pubblici…
E tutto ciò ha un senso e soprattutto una morale alla base…
Lei non si scompone mica…

È un caro amico e collaboratore, non il mio partner. La residenza condivisa in una casa dove nessuno passa molto tempo non implica nulla…
Come darle torto la pistola fumante in mano non necessariamente significa aver fatto fuoco… forse la si è solo raccolta…
Cambia indirizzo con tempismo perfetto, ammette ma svuota il fatto di ogni ripercussione.

La vera furbizia è ancora più profonda.
Ha trasformato la morale in marchio, nel processo ungherese ha usato la politica come scudo.
Le accuse che gli contestavano erano false, oppure corrispondevano ai fatti?
Non importa! Chi parla più di quelle accuse?

È uscita dal carcere, in funzione della sua elezione a europarlamentare.
Poi il Parlamento, per un voto, le ha confermato l’immunità.
Il suo processo è stato congelato.
Alla faccia dell’autonomia dei giudici e dell’uguaglianza di tutti davanti alla legge.

Il doppio standard ritorna

Un parlamentare non può essere processato, un povero mortale sì.
E se si tratta di un parlamentare di estrema sinistra, è una vergogna solo ipotizzare il processo. In questo caso impedirlo è difendere la libertà.
Se fosse stata un militante di estrema destra, allora sarebbe assolutamente impensabile impedire alla giustizia di fare il proprio corso.

Al solo provarci ci sarebbe tempesta.
Il Fatto Quotidiano griderebbe alla deriva autoritaria, Repubblica e Corriere al pericolo fascista. La stessa Salis denuncerebbe l’impunità di regime.

E giù in piazza con le bandiere arcobaleno, perché quelle tanto fanno folklore e non guastano mai.
Ma nel suo caso si salva sempre e solo una povera vittima dalla persecuzione ai danni di un’antifascista.
Senza qualità eclatanti, si è costruita una posizione di rilievo.

È diventata europarlamentare, ha acquisito fama internazionale, ormai dovrebbe disporre di un cospicuo conto corrente bancario.
Tutti i privilegi della casta che dovrebbe combattere, sono a sua completa disposizione.

Viaggia, ha lo staff pagato dai contribuenti, gode di benefit che la sua ideologia teoricamente disprezza. In pubblico lotta contro il privilegio; ma in privato i benefit sono sempre dolcemente gustosi.

Un inciso merita Alessandra Verni, mamma di Pamela Mastropietro. I genitori di Ilaria Salis sono talmente fieri della della figlia da far polemica anche con le madri delle vittime di efferati femminicidi.

Roberto Salis, infatti, era stato protagonista di una dura polemica proprio con Alessandra Verni dopo aver commentato sui social i comportamenti della giovane vittima nel processo contro il suo assassino. Lei non è stata, a differenza dei genitori di Ilaria, così smaliziata da crescere una figlia capace di cavalcare il sistema.

Vittima dell’insicurezza dilagante, non ha saputo ottenere tornaconto personale.

Per alcuni genitori l’abilità mediatica dei figli è motivo di vanto. Evidentemente Alessandra ha altri valori.

Ilaria Salis ha capito le regole. In politica vince chi sa muoversi spregiudicamente. Cambia residenza, ridefinisce relazioni, sfrutta immunità, trasforma attacchi in vittimismo. Non si giustifica, condanna il privilegio e, al contempo, mantiene tutti i comfort della posizione raggiunta.
Un fenomeno.

Il meglio dell’Italia che avanza….
La meglio gioventù del nostro tempo non c’è che dire…

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