L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Esteri

Trump lo minaccia, Sanchez vola in Cina da Xi

Giunto a Pechino per la sua quarta visita ufficiale in quattro anni, il leader socialista sta inviando un segnale inequivocabile ai mercati e alle cancellerie globali

di Angelo Vitale -

Sanchez e Xi nel 2025 durante il loro più recente incontro


Mentre le relazioni tra Washington e Madrid toccano il punto più basso degli ultimi decenni, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha scelto di rispondere volando in Cina da Xi. E accelera sulla rotta asiatica.

Giunto a Pechino per la sua quarta visita ufficiale in quattro anni, il leader socialista sta inviando un segnale inequivocabile ai mercati e alle cancellerie globali. La Spagna non intende sottostare ai diktat protezionistici della Casa Bianca.

L’autonomia strategica contro l’ombra di Trump

Il viaggio avviene in un contesto di altissima tensione. Solo poche settimane fa, il presidente Donald Trump aveva dichiarato pubblicamente di “tagliare ogni legame commerciale con la Spagna”. La minmaccia, a causa del rifiuto di Madrid di supportare attivamente le operazioni militari statunitensi in Medio Oriente e per la gestione delle basi Nato di Rota e Morón.

La risposta di Sanchez non si è fatta attendere: un rafforzamento dell’asse con la seconda economia mondiale, in Cina una forte intesa con Xi.

La mossa di Sanchez

Non ha perso tempo. Appena atterrato per la sua quarta missione asiatica, Pedro Sanchez ha già messo le firme su una serie di protocolli d’intesa che puntano a trasformare la Spagna nel “garage elettrico” d’Europa. Mentre Washington minaccia ritorsioni, Madrid e Pechino accelerano su una “alleanza verde” che scavalca i veti americani.

Il focus oggi è tutto sulla tecnologia: Sánchez vuole le fabbriche cinesi in Spagna, ma a patto che il know-how resti in Europa. Domani l’incontro decisivo con Xi Jinping per chiudere il dossier agricoltura e cercare una sponda diplomatica sulla crisi in Medio Oriente.

Le parole alla stampa

Sanchez ha appena parlato alla stampa dicendo che la Cina deve assumere un ruolo “sostanziale” non solo sul clima, ma sulla sicurezza globale. E citando esplicitamente la necessità di una “de-escalation” in Medio Oriente per proteggere le rotte commerciali.


Torna alle notizie in home