Blocco navale Hormuz? Trump è rimasto solo
Blocco navale a Hormuz: così Trump è rimasto solo (con Netanyahu). A crisi energetica globale ormai acclarata, la notizia che scuote i corridoi del potere non è (solo) il fallimento dei negoziati di Islamabad, ma la frattura insanabile all’interno dell’alleanza atlantica.
Mentre il Pentagono scaldava i motori per il blocco navale dello Stretto di Hormuz fissato per le ore 16:00 italiane è arrivato il “No” che Donald Trump non si aspettava.
Starmer dice “No”: Londra si sfila dal conflitto
La conferma, da Bbc e Reuters: il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato ufficialmente che il Regno Unito non parteciperà al blocco navale dei porti iraniani.
“Non ci lasceremo trascinare in una guerra regionale,” ha scandito Starmer, respingendo le enormi pressioni subite nelle ultime 48 ore dalla Casa Bianca.
Questo lascia Trump con un solo alleato operativo sul campo: Benjamin Netanyahu. Una solitudine che trasforma quella che doveva essere una “missione di polizia internazionale” in un’operazione unilaterale ad altissimo rischio di escalation nucleare.
Il Pentagono corregge Trump: il caos al comando
Un retroscena clamoroso svelato da Axios rivela pure che il Centcom, il Comando Centrale Usa, è dovuto intervenire per “correggere” l’ordine del presidente via social.
Mentre Trump annunciava un blocco totale di ogni nave (“qualunque cosa si muova sarà colpita”), i militari hanno emesso una nota tecnica precisando che il blocco avrebbe riguardato solo i porti iraniani.
Il rischio di colpire navi cinesi o indiane senza il supporto degli alleati europei terrorizza i vertici della Marina Usa, che temono l’innesco di un conflitto globale per un errore di puntamento.
I media Usa: la “bluff policy” di Trump sotto tiro
Negli Stati Uniti, il clima è elettrico. Mentre Fox News prova a compattare l’opinione pubblica, analisti indipendenti e testate come il Guardian citano ufficiali iraniani che definiscono le minacce di Trump come “puro bluff”.
Nel frattempo, Wall Street è in rosso profondo. Il petrolio ha superato i 117 dollari al barile nelle ultime ore. Un colpo durissimo che sta spingendo persino alcuni settori dei Repubblicani a chiedere una marcia indietro per evitare il collasso economico globale.
Cosa succederà?
L’Iran ha già risposto. Le Guardie della Rivoluzione considerano ogni nave americana che si avvicini ai porti come una violazione del cessate il fuoco. Senza la flotta britannica a coprire i fianchi, le navi Usa sono esposte alla massiccia tecnologia di droni kamikaze iraniani. Trump atteso al “redde rationem”.
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