Alcol, in 8 milioni a rischio. E l’assistenza è poca
Nei dati una fragilità sociale che solo parzialmente viene intercettata
Alcol, l’Italia sta cambiando pelle ma non in meglio circa il rischio. Il tradizionale “bicchiere di vino ai pasti” cede il passo a modalità di consumo aggressive e compulsive. I dati diffusi dall’Iss in occasione dell’Alcohol Prevention Day 2026 delineano un quadro emergenziale. Sono 8,2 milioni gli italiani sopra gli 11 anni considerati consumatori a rischio.
Il paradosso del ssn: malati “invisibili”
Il dato più scioccante riguarda l’assistenza. Nonostante 730mila persone presentino già danni clinici accertati legati all’alcol, solo l’8,3% è attualmente in carico ai servizi del Ssn. Una voragine nel sistema di cura che lascia centinaia di migliaia di persone senza supporto specialistico.
Boom del binge drinking femminile
Il fenomeno delle “abbuffate alcoliche” (consumo di oltre 5-6 unità alcoliche in un’unica occasione) coinvolge oggi 4,45 milioni di individui. Se tra gli uomini la crescita è stata del 24% in dieci anni, tra le donne si è registrato un incremento verticale dell’84%.
Donne e alcol, Sono circa 2,5 milioni le consumatrici a rischio. Preoccupa il dato sulle giovanissime: il 13,3% delle minorenni (11-17 anni) adotta comportamenti pericolosi.
Target giovani. In 1,27 milioni i ragazzi tra gli 11 e i 24 anni a rischio. Di questi, ben 580mila sono minorenni.
Tramonto del modello mediterraneo
L’indagine dell’Osservatorio Nazionale Alcol conferma il declino del consumo moderato conviviale. Il bere “fuori pasto” è aumentato dell’80,7% tra le donne e del 22% tra gli uomini. L’obiettivo dichiarato da 1 milione e 250mila donne è esplicitamente quello di “ubriacarsi”, un trend che allinea l’Italia ai modelli di consumo del Nord Europa.
La sfida della prevenzione
Per arginare la deriva, l’Iss punta sull’Ipib, l’identificazione precoce e intervento breve. L’obiettivo per il 2026 è formare capillarmente i medici di medicina generale per intercettare i segnali di abuso prima che si trasformino in patologia cronica.
Alcol e sicurezza stradale
Un focus allarmante riguarda la correlazione tra alcol e sicurezza stradale: nel 2025, circa il 9,4% degli incidenti gravi è risultato legato allo stato di ebbrezza, con un picco nelle ore notturne del weekend. Parallelamente, emerge il tema economico: mentre il Ssn spende oltre 4 miliardi di euro l’anno per patologie alcol-correlate, il mercato dei “no-low alcohol” (bevande analcoliche o a bassa gradazione) registra un +15% nelle vendite Gdo, segnale di una parte di popolazione che tenta la disintossicazione autonoma, spesso però senza un adeguato supporto psicologico professionale.
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