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Politica

Chiusa la partita dei nuovi sottosegretari si apre quella della Consob

di Giuseppe Ariola -


Dopo qualche giorno di riflessione utile a mettere a punto gli ultimi ritocchi, ieri il Consiglio dei ministri ha dato il via libera all’infornata di cinque nuovi sottosegretari. Si è archiviata così una pratica che ha tenuto banco decisamente a lungo. E che ha visto il governo alle prese sia con gli equilibri tra i vari partiti alleati, che con le dinamiche interne a ciascuno di loro. La Lega mantiene il sottosegretario al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il posto lasciato libero da Massimo Bitonci, nominato assessore regionale in Veneto, è stato occupato dalla senatrice Mara Bizzotto. Stesso schema è stato utilizzato per Fratelli d’Italia a cui toccavano due caselle. Quella alla Giustizia dopo le dimissioni di Andrea Delmastro e quella alla Cultura dopo la promozione dell’ex sottosegretario Gianmarco Mazzi a ministro del Turismo a seguito del passo indietro di Daniela Santanchè.

I nomi di Fratelli d’Italia

Al ministero diretto da Alessandro Giuli è stato nominato sottosegretario il vice sindaco di Palermo Giampiero Cannella. A quello guidato da Carlo Nordio è andato invece Alberto Baldoni, presidente della commissione Affari costituzionali al Senato che alla fine ha vinto il derby contro la deputata e collega di partito Sara Kelany. La nomina di Balboni apre adesso la corsa alla sua successione in commissione che sarà definita la prossima settimana. A quanto si apprende, anche in questo caso, non ci sarà alcun cambio di colore politico. Anche se la rosa dei candidati non è poi così folta. Della Affari costituzionali a Palazzo Madama per Fratelli d’Italia fanno parte Andrea De Priamo, Marco Lisei e Marcello Pera. I primi due sono entrambi già presidenti di commissioni di inchiesta. Dovrebbero, quindi, eventualmente lasciare il posto. Non è dunque escluso che la presidenza venga affidata pescando al di fuori del perimetro della commissione.

Noi Moderati e Forza Italia

Sempre seguendo la medesima logica politica, anche Noi Moderati ha recuperato la casella lasciata libera alla Farnesina da Giorgio Silli. Pure qui si è giocata una partita tutta interna che alla fine ha visto prevalere Massimo dell’Utri dopo che giorni come nuova sottosegretaria di Antonio Tajani Maria si era data Maria Chiara Fazio. A risultare premiata dal giro di nomine è invece Forza Italia. Con la nomina di Paolo Barelli a sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento il partito ottiene una casella aggiuntiva, non avendone lasciata alcuna sul campo. Una concessione che ha fatto la stessa Giorgia Meloni ad Antonio Tajani, sacrificando un posto che sulla carta sarebbe spettato al partito di via della Scrofa.

La sfida di Tajani

L’entrata al governo di Barelli – che al ministero guidato da Ciriani può mantenere anche la presidenza di Federnuoto, cosa che altrove non sarebbe stata possibile – ha dunque il sapore di una sorta di buonuscita, dopo le dimissioni da capogruppo di Forza Italia alla Camera, garantita direttamente dal segretario del partito. Una mossa con la quale Tajani ha voluto in qualche modo rispondere anche agli eredi del Cavaliere che hanno preteso il cambio dei presidenti dei gruppi parlamentari. Prima a Palazzo Madama e poi a Montecitorio. Da un lato, quindi, quella di Barelli appare di fatto come una promozione e non come una defenestrazione; dall’altro il numero uno del partito in questo modo ha inteso far vedere chi comanda nei rapporti a livello di governo.

Dopo i nuovi sottosegretari si pensa alla Consob

Adesso, chiuso questo primo giro di nuove nomine, già la prossima settimana potrebbero aprirsi altre partite. A partire da quella di Federico Freni, attuale sottosegretario all’Economia, da tempo dato in pole per la presidenza della Consob. Finora a rallentare il passaggio è stato proprio il veto di Forza Italia. Già ieri però, in ambienti parlamentari azzurri si diceva con una battuta che il “freno a Freni è stato tolto”. Se così fosse, è probabile il trasloco a via XX Settembre di Claudio Durigon che lascerebbe il posto di sottosegretario al Lavoro. Casella che Tajani avrebbe reclamato per l’azzurra Chiara Tenerini, il cui nome secondo molti non sarebbe mai stato realmente in gioco. Più probabile, si vocifera maliziosamente, che la proposta fosse stata avanzata solo per alzare la posta così da blindare l’ingresso al governo di Barelli.


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