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Scienza

Meteoroidi e Liridi: il viaggio cosmico che illumina la Terra

Ogni aprile il cielo si accende con le Liridi, lo sciame meteorico che svela l’origine dei meteoroidi

di Marzio Amoroso -


Ogni anno, tra il 16 e il 26 aprile, il cielo notturno si accende grazie alle Liridi, uno degli sciami meteorici più antichi e regolari osservati dall’uomo. Il loro picco regala fino a venti meteore all’ora, con scie luminose che attraversano la volta celeste. Le Liridi nascono dai frammenti della cometa Thatcher (C/1861 G1), che ha lasciato lungo la sua orbita una scia di meteoroidi. Quando la Terra attraversa quella zona, i piccoli detriti entrano nell’atmosfera e si incendiano, offrendo uno spettacolo che collega la nostra epoca alla storia primordiale del Sistema solare.

Corpi solidi naturali presenti nello spazio

I meteoroidi sono corpi solidi naturali presenti nello spazio, con dimensioni che vanno da pochi micrometri fino a circa un metro. Si collocano quindi tra la polvere cosmica e gli asteroidi, dai quali si distinguono per le dimensioni molto più ridotte. Secondo la definizione astronomica moderna, questi frammenti sono residui della nebulosa primordiale da cui si è formato il Sistema solare, oppure derivano da collisioni tra asteroidi o dalla disgregazione delle comete.

Il viaggio nell’atmosfera

Quando un meteoroide entra nell’atmosfera terrestre, l’attrito con i gas lo riscalda fino a vaporizzarlo parzialmente o completamente. Questo processo genera la tipica scia luminosa, che osserviamo come meteora o “stella cadente”. Il colore e l’intensità della luce dipendono dalla temperatura raggiunta e dalla composizione chimica del frammento. Le velocità di ingresso possono superare i 250.000 km/h, un dato che rende l’idea dell’energia in gioco.

Quando toccano terra

Non tutti i meteoroidi si disintegrano completamente. Alcuni frammenti resistono al passaggio atmosferico e raggiungono il suolo, in questo caso prendono il nome di meteoriti. Si tratta di veri e propri campioni naturali provenienti da altri corpi celesti, preziosissimi per gli scienziati perché permettono di studiare materiali antichissimi, spesso più vecchi della Terra stessa.

Da dove provengono

La maggior parte dei meteoroidi nasce da collisioni tra asteroidi, che generano detriti di varie dimensioni. Da disgregazione delle comete, soprattutto quando si avvicinano al Sole e da impatti su pianeti o satelliti, che possono espellere materiale nello spazio. Ogni anno, sulla Terra cadono circa 15.000 tonnellate di materiale meteoritico, perlopiù sotto forma di polveri che impiegano giorni o settimane per raggiungere il suolo.

Perché sono importanti

I meteoroidi non sono solo un fenomeno spettacolare da osservare nelle notti estive. Sono anche archivi naturali di informazioni, analizzando la luce emessa durante il loro ingresso atmosferico o studiando i meteoriti recuperati, gli scienziati ricostruiscono la composizione dei corpi celesti e l’evoluzione del Sistema solare.


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