L’Ue ha dato il via libera al prestito da 90 miliardi all’Ucraina e alle nuove sanzioni contro la Russia. La presidenza cipriota dell’Unione ha annunciato che le procedure scritte per la modifica del regolamento sul quadro finanziario pluriennale alla base del prestito di sostegno da 90 miliardi per l’Ucraina e del 20mo pacchetto di sanzioni contro la Russia sono state completate con successo ed entrambi i dossier sono stati adottati all’unanimità.
L’erogazione del super prestito all’Ucraina è cosa fatta
“Il Consiglio ha approvato l’ultimo elemento necessario per consentire l’erogazione del prestito da 90 miliardi di euro per l’Ucraina. La presidenza cipriota ha lavorato instancabilmente per assicurare che tutti gli elementi necessari per il prestito fossero in atto – ha riferito Makis Keravnos, ministro delle Finanze cipriota – Le erogazioni inizieranno a fluire il prima possibile, fornendo un sostegno vitale alle esigenze di bilancio più urgenti dell’Ucraina. L’Ue rimane ferma nel suo sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina”.
Kallas esulta
L’Alta rappresentante per gli affari esteri dell’Unione Europea, Kaja Kallas, ha espresso grande soddisfazione il doppio “sblocco” a favore di Kiev, arrivato dopo il cambio al vertice in Ungheria. “Stallo superato – ha scritto l’Alta rappresentante per gli affari esteri – L’Ue ha appena dato il via libera al prestito da 90 miliardi di euro per l’Ucraina e al 20mo pacchetto di sanzioni. L’economia di guerra russa è sotto crescente pressione, mentre l’Ucraina riceve un impulso significativo. Forniremo all’Ucraina quanto necessario per resistere, finché Putin non capirà che la sua guerra non porta a nulla”.
Zelensky spinge per l’adesione di Kiev all’Ue
In un messaggio audio ai media, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in viaggio per Cipro per prendere parte al vertice Ue, ha assicurato che la situazione della guerra con la Russia è “stabile” dalla scorsa estate. La linea del fronte è “dinamica”, ma il bilancio dei territori occupati e liberati dall’inizio dell’anno “è a favore dell’Ucraina”, ha aggiunto.
L’Ucraina “merita la piena adesione” all’Ue, non “simbolica”, ha detto ancora Zelensky parlando dall’aereo in viaggio verso Cipro dove parteciperà a un vertice dell’Ue. “Siamo onesti. L’Ucraina non ha bisogno di un’adesione simbolica all’Ue. L’Ucraina difende se stessa e difende senza dubbio l’Europa, non simbolicamente, ma realmente” combattendo contro i russi, ha affermato Zelensky. “Meritiamo la piena adesione all’Ue”, ha proseguito, rispondendo al Financial Times secondo cui Parigi e Berlino vorrebbero offrire al suo Paese vantaggi simbolici, almeno in questa fase.
Ripreso il flusso di petrolio verso Slovacchia e Ucraina
La Slovacchia ha reso noto che è tornata a ricevere il petrolio russo a seguito delle riparazioni garantite da Kiev all’oleodotto Druzhba, danneggiato da un attacco russo a gennaio in un tratto dell’infrastruttura in Ucraina occidentale. “Il flusso del petrolio dell’oleodotto Druzhba verso la Slovacchia è ripreso questa mattina alle 2”, ha dichiarato la ministra dell’economia, Denisa Sakova, su Facebook.
Il Gruppo MOL ha ricevuto il petrolio greggio presso le stazioni di pompaggio di Fenyeslitke e Budkovce. Le forniture attraverso il sistema di oleodotti Druzhba sono riprese verso l’Ungheria e la Slovacchia dopo una pausa di quasi tre mesi. La conferma è arrivata dalla stessa compagnia petrolifera ungherese.
L’assistenza reciproca tra i Paesi Ue
La clausola di assistenza reciproca del blocco è tornata d’attualità tra i leader dell’Unione Europea, poiché le critiche del presidente degli Stati Uniti Donald Trump agli alleati tradizionali hanno fatto emergere forti preoccupazioni sul suo impegno nei confronti della Nato in un momento di crescente insicurezza. “Penso che la Groenlandia abbia dimostrato che è necessario affrontare questa discussione”, ha affermato un diplomatico dell’Ue citato dall’agenzia britannica Reuters.
L’articolo 42, paragrafo 7, del Trattato sull’Unione europea recita che “se uno Stato membro è vittima di un’aggressione armata sul proprio territorio, gli altri Stati membri hanno nei suoi confronti l’obbligo di aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro potere”. L’azione deve essere coerente con gli impegni assunti nei confronti della Nato. Cipro non è membro della Nato, e quindi non beneficia della protezione dell’alleanza.