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Attualità

Dai data center alle Pmi, la sfida digitale al Dcw

di Pietro Pertosa -


“Non solo Giga Project di Big players che necessitano ‘impegni economici multinazionali’ e a volte di Stati, ma anche ‘sentiment’ di quella che sembrerebbe essere una rinnovata essenza del concetto di Data Center più parte necessaria di una capillare ‘infrastruttura di edilizia digitale’ che struttura – strategica – atomisticamente intesa” così Nunzio Bevilacqua giurista d’impresa ed esperto economico internazionale presente al ‘Data Center World’ (DCW) dal 20 al 23 aprile tenutosi presso il Walter E. Washington Convention Center di Washington, D.C.

Dagli Stati alle Pmi, cosa c’è al Dcw di Washington

“Probabilmente siamo ad un punto di svolta” aggiunge l’esperto “accanto a leader tech come Samsung Heavy Industries e al suo innovativo, e quanto mai attuale alla luce della crisi geopolitica, data center ‘galleggiante’, alla LG e all’immancabile ABB, tutto un mondo ‘verticale’ per la realizzazione della ‘sovranità digitale’ dove molteplici imprese, qui anche Pmi italiane, forniscono tutto l’equipment necessario, in primis energetico come l’Italiana Braga Moro ed altre di raffreddamento ‘specifico’ necessario per l’ottenimento di una sorta di ‘supremazia’, oggi digitale, stabile, scalabile e, soprattutto, non riservata a pochi”

Non solo Silicon Valley, pure Texas e Italia”

Continua Bevilacqua “non solo Silicon Valley ma anche Texas e Italia” e “come un tempo si costruivano le prime vie di comunicazione e le infrastrutture primarie, oggi siamo – come allora ma – nell’era digitale; non possiamo pensare di delegare la costruzione di questo mondo del terzo millennio alle sole grandi imprese interessate ai mega progetti ma occorre una compartecipazione di tutto un mondo delle Pmi, in primis italiane e auspicabilmente aggregate, pronte alla progettazione di tutta una base di data center necessari per un reale e ‘solidale’ progresso tecnologico inclusivo”

Valore aggiunto ha (davvero) valore

A riprova che il valore aggiunto può compensare le grandi dimensioni, Braga Moro ad esempio, Pmi italiana con oltre 80 anni di storia, porta alla DCW di Washington la propria visione tricolore per le infrastrutture critiche del Data Center: soluzioni UPS, DC power e Static Transfer Switch altamente scalabili, modulari e configurabili sulle reali esigenze di carico. Un’architettura flessibile capace di crescere in potenza e ridondanza senza riprogettare l’impianto, assicurando efficienza energetica e la piena integrazione con i sistemi di monitoraggio. Quando il Made in Italy tecnologico può competere, e strappare delle aree di mercato ai ‘giganti’ perché sinonimo di affidabilità, custumizzazione e di quella ‘identità italiana’ ancora tanto apprezzata all’estero.

E conclude l’esperto “benché la diversificazione territoriale sia ‘regola aurea’ nel commercio internazionale, il mercato Usa conserverà sempre una propria insurrogabilita’ per la produzione italiana” e “il futuro va sempre più nella direzione di soluzioni ‘chiavi in mano’ dove l’integrazione tra Pmi sarà ineludibile”


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