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Esteri

Usa-Castro: sta per essere scritta una nuova storia?

Anziani falchi e nuove leve dei Castro si muovono per la scalata al vertice

di Ernesto Ferrante -


I funzionari del Dipartimento di Stato Usa hanno incontrato all’Avana esponenti politici cubani, tra cui il nipote dell’anziano leader Raul Castro, per “sollecitare” il ripristino delle libertà democratiche ed economiche nell’isola. La delegazione statunitense si è anche offerta di contribuire alla riattivazione di internet attraverso l’installazione del servizio satellitare Starlink. A riportare la notizia della visita è stata la testata Axios, sottolineando che “rappresenta di per sé una svolta diplomatica, poiché è la prima volta che un aereo del governo statunitense atterra a Cuba dalla visita del presidente Obama di dieci anni fa”.

Raulito Castro in prima linea

Il futuro dell’isola, stritolata dal duro embargo statunitense, continua ad essere legato alla famiglia Castro. La nuova generazione, nel nome del 94enne Raul, il fratello del lider maximo Fidel, sta gestendo i negoziati con l’amministrazione Trump. Il più attivo è Raul Rodriguez Castro, Raulito, detto anche “El cangrejo”, il “granchio”, perché nato con una piccola deformazione alla mano. Anche il padre, Alejandro Castro Espin, sta portando avanti il dialogo con gli americani, per evitare ulteriori azioni di Washington finalizzate ad arrivare al regime change.

Il profilo più gradito dai possibili investitori

Secondo il Wall Street Journal, come possibile successore di Miguel Diaz-Canel, viene indicato il nipote di Angela Castro, la sorella di Fidel e Raul, Oscar Perez-Oliva Fraga, vice premier e ministro del Commercio Estero che a dicembre è stato eletto all’Assemblea Nazionale cubana. Un passaggio obbligato per la scalata più importante.

Le mosse dei due principali contendenti

Rodriguez Castro è andato al vertice della nazioni caraibiche a St. Kitts dove, come hanno rivelato fonti del giornale americano, ha avuto il primo faccia faccia con il segretario di Stato americano, Marco Rubio. Raulito, quarantunenne, non piace ai duri e puri del castrismo per alcuni atteggiamenti reputati poco in linea con i valori rivoluzionari, come video che lo mostravano a bordo di yatch a Miami, o in una discoteca con una maglietta dei New York Yankees, con scritto il suo soprannome “Cangrejo”. Ultimamente, ha assunto uno stile di vita più discreto e iniziato a frequentare diplomatici europei.

Il falco della famiglia è Alejandro, l’unico figlio di Raul e padre di Raulito, generale soprannominato “El Tuerto”, il Guercio, da quando ha perso un occhio durante una missione in Angola. Autore del libro sugli Usa intitolato “L’impero del terrore”, fu il capo negoziatore dei colloqui segreti che portarono l’amministrazione Obama a ristabilire a sorpresa piene relazioni diplomatiche con Cuba nel 2015.

L’outsider è Perez-Oliva, 55enne ingegnere, che prima della sua promozione a vice premier fino a due anni fa aveva una posizione manageriale di medio livello nel porto di Mariel. Il mese scorso ha concesso un’intervista ad una emittente americana durante la quale ha annunciato misure per favorire maggiori investimenti degli esuli cubani nell’isola, anche quelli che vivono negli Usa, lanciando il messaggio che “Cuba è aperta per business”.


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