Scandalo Friends, Lisa Kudrow: dietro le quinte molestie e misoginia
Dopo decenni le rivelazioni di una delle storiche protagoniste della serie tv divenuta un mito
Lisa Kudrow
A trent’anni dal debutto tv, il mito di Friends vacilla sotto il peso di rivelazioni inquietanti, un nuovo scandalo “a scoppio ritardato”.
Scandalo Friends
Lisa Kudrow, l’interprete di Phoebe Buffay, ha rotto il silenzio in un’intervista shock al Times, descrivendo un ambiente di lavoro dominato da sessismo, volgarità e bullismo psicologico.
Al centro delle accuse, gli autori dello show, rei di aver trasformato i “brainstorming” creativi in sessioni di fantasie sessuali sulle protagoniste.
Notizie subito rimbalzate ovunque: se ne stanno occupando Variety, The Hollywood Reporter e Rolling Stone.
“Quella stronza non sa leggere”: il bullismo davanti al pubblico
Le parole di Lisa Kudrow, riprese in Italia dall’Ansa, dipingono un clima di terrore verbale. Gli autori, quasi tutti uomini, non avrebbero avuto pietà per le attrici, specialmente durante le registrazioni davanti ai 400 spettatori del pubblico dal vivo.
Kudrow ha raccontato la brutalità dei commenti che ricevevano via auricolare o subito dopo le scene. “Se facevi confusione con una battuta- rivela – e non ottenevi la reazione giusta dal pubblico, dicevano: ‘Quella stronza non riesce a leggere? Non ci prova neanche, ha mandato a puttane la mia battuta’”.
Fantasie sessuali su Aniston e Cox: il lato oscuro della scrittura della serie tv
Ancora più scabroso il dettaglio sulle notti passate dagli autori a discutere non della trama, ma del corpo delle attrici. Secondo Kudrow, lo staff creativo passava ore a fantasticare sessualmente su Jennifer Aniston e Courteney Cox, creando un clima di oggettivazione costante.
Questo comportamento non un segreto isolato ma una prassi che affonda le radici nel passato della serie. I media Usa hanno infatti ripescato il caso giudiziario del 1999 di Amaani Lyle, un’assistente che fece causa per molestie dopo essere stata costretta a trascrivere battute volgari e simulazioni di atti sessuali avvenute durante le riunioni degli autori.
La sentenza shock: “Volgarità necessaria al lavoro”
Il dettaglio che più sconcerta, riemerso grazie alle dichiarazioni della Kudrow, riguarda l’esito di quella battaglia legale. All’epoca, i tribunali diedero ragione agli autori di Friends.
La motivazione della sentenza fu paradossale. “I comportamenti volgari – fu affermato – erano una parte necessaria dell’ambiente di lavoro in una serie comica per adulti”.
Una decisione che oggi, nell’era del #MeToo, appare anacronistica e inaccettabile. E che Lisa Kudrow ha voluto denunciare con forza per rendere giustizia a quanto subito dal cast femminile.
Il silenzio di Nnc e degli showrunner
Nonostante il polverone sollevato, né la Nbc né i creatori storici della serie (Marta Kauffman e David Crane) hanno ancora rilasciato commenti ufficiali.
Il silenzio del network pesa come un macigno su una serie che, per milioni di persone, rappresentava l’ideale dell’amicizia pura. Dietro le quinte nascondeva un sistema di potere tossico e patriarcale.
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