La grazia della discordia. Il caso Minetti sembra un legal thriller
Che il caso della grazia concessa a Nicole Minetti fosse destinato a far discutere era evidente. Tutte le parti in causa, dalla Corte d’Appello di Milano, al Quirinale, passando per il ministero della Giustizia, lo avevano senza dubbio messo in conto. Che però diventasse un caso nel caso, di quelli destinati a far discutere a lungo, di certo non era preventivato. E, invece, la questione ha assunto, se non i toni di un vero e proprio giallo, di certo quelli di un legal thriller. Praticamente quello che tutti i protagonisti della vicenda volevano evitare. Il Quirinale si è dovuto in qualche modo esporre. Non tanto con la concessione della grazia, il rischio della cui eco era calcolato, quanto nel chiedere un approfondimento sull’istruttoria dopo che a mezzo stampa sono emerse supposte criticità sulla veridicità degli elementi forniti dalla Minetti.
La Procura generale di Milano ha visto mettere in discussione il proprio operato. I magistrati si sono, dunque, dovuti affrettare ad annunciare un supplemento di indagini estendendo il proprio raggio d’azione anche all’estero, visto che alcune delle questioni che tornano avrebbero avuto luogo in Uruguay, dove l’ex consigliera regionale della Lombardia ha adottato il figlio, secondo alcuni in modo irregolare. Il ministero della Giustizia è finito sotto attacco politico, accusato di essere in qualche modo responsabile di quanto accaduto e, quindi, di aver messo il Colle in una situazione imbarazzante. Le accuse rivolte a Carlo Nordio ormai non si contano più, con tutto ciò che ne consegue per il governo che da oltre un mese sta attraversando un periodo decisamente complicato.
Le accuse contro Nordio
E a puntare il dito contro il ministro della Giustizia non è solo l’opposizione. Ci sono anche osservatori a vario titolo pronti a metterlo sulla graticola. Su tutti Sigfrido Ranucci a cui non è parso vero di poter sollevare un nuovo polverone sul governo. Il conduttore di Report, ospite della trasmissione È sempre Cartabianca, ha infatti parlato di una testimonianza secondo la quale Nordio, nel corso di una visita in Uruguay per motivi istituzionali, avrebbe fatto visita al ranch di Giuseppe Cipriani, il compagno di Nicole Minetti. Il Guardasigilli ha smentito immediatamente la circostanza, addirittura telefonando alla trasmissione in diretta, sottolineando come si sia “veramente toccato il fondo”. Infine, veniamo alla diretta interessata di questa faccenda che di certo tutto voleva fuorché che i riflettori del dibattito pubblico si accendevano su di lei. Nuovamente.
La grazia a Nicole Minetti: un caso nel caso
Allo stato dei fatti, la vita di Nicole Minetti – in Italia e in Uruguay – sta per essere analizzata al microscopio. E non solo per quanto riguarda l’adozione del figlio, un minore purtroppo malato del quale a giudicare dal livello della discussione sembra non importare niente a nessuno, se non forse a chi è stato parte in causa nella concessione della grazia. Il faro dei magistrati adesso tornerà infatti a essere puntato anche sul suo “stile di vita” per verificare se la Minetti abbia effettivamente cambiato registro, prendendo le distanze dal passato in modo radicale. Se così non fosse, anche in assenza di alcun tipo di reato, il parere già espresso potrebbe essere modificato e la grazia annullata.
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