L’Europa si riarma ma azzoppa il comparto Difesa, furia Crosetto
Il paradosso della Commissione, la burocrazia e l'ideologia che rallenta pure il progetto principe di Bruxelles
Nell’Europa dei paradossi succede che mentre l’Ue impone il riarmo agli Stati membri, l’antitrust di Bruxelles rimpicciolisce le aziende della Difesa, impedendo loro di competere, sul serio, in un mondo che va facendosi sempre più stretto e popolato da giganti. A sollevare l’ennesimo cortocircuito Ue è stato il ministro alla Difesa Guido Crosetto. Che ieri, all’evento Fii Priority Roma 2026, ha messo la Commissione di fronte alle sue responsabilità. Il problema, ancora una volta, è legato alla “troppa burocrazia”. E Crosetto sgancia il siluro: “Noi abbiamo l’Antitrust in Europa: obblighiamo le aziende europee a rimanere piccole e a scontrarsi con aziende del mondo sempre più grandi. È una follia, un approccio ideologico a una cosa che il mondo ha stravolto completamente”. L’ennesimo. Ma, evidentemente, a Palazzo Berlaymont il concetto di realtà e di buon senso è stato messo al bando.
Difesa, l’Europa dei paradossi illogici
“Le aziende cinesi e americane diventano sempre più grandi ma l’Europa impone alle sue aziende di rimanere piccole e, quando si fondono, le blocca”, ha denunciato Crosetto. Che ha ammonito: “Se non superi questi problemi velocemente non hai futuro”. Già, perché mentre l’Ue discute di clausole e impegni, gli Usa studiano l’avanzata stellare e la Cina ha già pronta la spada laser capace di abbattere i droni senza sprecare missili e munizioni. Intanto c’è stato il riassetto ai vertici di Leonardo. Archiviata l’era Cingolani, il nuovo Cda ha proceduto al riassetto interno di deleghe e cariche. Che saranno affidate al presidente Francesco Macrì, all’ad Lorenzo Mariani e al condirettore generale Gian Piero Cutillo.
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