Così Il Papa nella Supplica a Pompei: “Niente potrà fermarci nel compiere il bene e la speranza in un futuro di pace”
Esattamente un anno dopo l’elezione al quarto scrutinio del conclave, Papa Leone XIV ha scelto il Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei per celebrare il primo anniversario di pontificato.
Una scelta ponderata infatti, l’8 maggio dello scorso anno, affacciandosi dalla Loggia delle Benedizioni, il neo-eletto aveva detto: “Oggi è il giorno della Supplica alla Madonna di Pompei. Nostra madre Maria vuole sempre camminare con noi. Allora vorrei pregare insieme a voi per tutta la Chiesa, per la pace nel mondo”.
Un anno dopo, quella promessa si è trasformata in pellegrinaggio.
L’arrivo di Papa Leone a Pompei
Il Pontefice è arrivato in elicottero poco prima delle nove, accolto dall’arcivescovo prelato Tommaso Caputo e dalle autorità campane: il presidente della Regione Roberto Fico, il prefetto Michele Di Bari e il sindaco Gaetano Manfredi. Prima del consueto discorso, Leone XIV si è fermato nella Sala Luisa Trapani del Tempio della Carità per salutare malati e disabili.
Poi, nella cappella dedicata al fondatore, si è inginocchiato in silenzio dinanzi alle spoglie di San Bartolo Longo – canonizzato dallo stesso Pontefice il 19 ottobre scorso in Piazza San Pietro. La giornata ha coinciso con il centocinquantesimo anniversario dalla posa della prima pietra del Santuario, avvenuta l’8 maggio 1876. Longo compose la Supplica nel 1883, raccogliendo l’invito di Papa Leone XIII – il predecessore da cui l’attuale Pontefice ha preso il nome – a fronteggiare i mali della società con la preghiera. Nel suo discorso, Prevost ha ricordato come Longo trovasse a Pompei “una terra afflitta da tanta miseria” eppure sapesse vedere in ogni persona “il volto di Cristo”, convinto che “solo la carità assicura vittorie certe, grandi e definitive”.
La piazza gremita in attesa della Supplica
Alle dodici in punto ha pronunciato la Supplica davanti a una piazza gremita, affermando: “Io mi sento il primo benedetto per poter venire qui, al santuario nel giorno della supplica e di questo anniversario”. Poi l’appello più diretto, rivolto a un mondo percorso da continui conflitti armati: “La pace nasce dentro il cuore. Un’economia che preferisce il commercio delle armi alla vita umana la mette a repentaglio. Niente potrà fermarci nel compiere il bene e la speranza in un futuro di pace”.
Il trasferimento a Napoli
Nel pomeriggio il Papa si è trasferito a Napoli, dove circa trentamila fedeli lo hanno atteso in Piazza del Plebiscito. Prima dell’incontro con la cittadinanza, Prevost ha incontrato i sacerdoti e consacrati al Duomo, percorrendo poi il centro in Papamobile. Un primo anno celebrato non con cerimonie autoreferenziali, ma in ginocchio davanti a un santo della carità e con parole che, sulla pace, non avevano lasciato spazio ad alcuna ambiguità.
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