Il doppio binario della nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi
La diffusione degli atti della nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi ha reso evidente una circostanza della quale si aveva piena contezza ormai da qualche settimana. Nell’indagare Andrea Sempio come il responsabile del delitto di Garlasco, la procura di Pavia ha anche provato a smontare tesi e ricostruzioni che hanno portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi. Un doppio binario che adesso aprirà uno scenario assolutamente inedito dal punto di vista giudiziario: un colpevole con sentenza passata in giudicato in carcere da dieci anni, un nuovo indagato per il quale sarà chiesto un processo e la concomitante richiesta di revisione per l’unico e solo condannato per l’omicidio. Anzi, probabilmente le richieste di revisione della sentenza definitiva contro Alberto Stasi saranno due.
Le basi della richiesta di revisione per Stasi
Quella che presenteranno i suoi avvocati, che alla luce dei risvolti della nuova inchiesta contro Sempio – e in particolare in ragione di alcuni degli elementi emersi – sembrerebbero intenzionati a chiedere anche la sospensione dell’esecuzione della pena, e quella che gli inquirenti pavesi hanno sollecitato alla procura Generale di Milano, dove sono già stati trasmessi i nuovi atti. Un quadro del tutto peculiare nella cui straordinarietà non passa inosservato come la nuova informativa dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano si spinge a sostenere che la colpevolezza di Alberto Stasi sia frutto di una “suggestione creata in fase processuale e cavalcata mediaticamente in 18 anni”. Nel passare al setaccio gli elementi che hanno portato in carcere l’allora fidanzato di Chiara Poggi nelle nuove carte si smonta gran parte dell’attività investigativa di quell’inchiesta, definendo molto dei suoi elementi più significativi come “contraddittori”, “incomprensibili” e “paradossali”.
Il nuovo e il vecchio indagato per l’omicidio di Chiara Poggi
La conferma delle ricostruzioni che, in particolare negli ultimi mesi, hanno messo in fila una sequela di errori di quanti hanno svolto le indagini e una lunga serie di incongruenze che hanno segnato l’iter processuale di Stasi. E poi c’è tutto il materiale a carico di Andrea Sempio. Dalle nuove perizie alle intercettazioni, passando per i dati recuperati dai vecchi hard disk del nuovo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Nessuna traccia, invece, di dispositivi informatici più recenti. Altra circostanza valutata come sospetta. E’ quindi sull’insieme della totalità di questi elementi che si aprirà un nuovo capitolo del delitto di Garlasco, un giallo che potrebbe essere interamente riscritto e per il quale cresce la sensazione che a pagare finora sia stato un innocente.
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