La Corte dei conti sul Pnrr: ancora problemi
Difficoltà ancora aperte in diversi comparti. In particolare, nel settore ambientale e infrastrutturale
Corte dei conti: l’attuazione del Pnrr procede “sostanzialmente in linea” con gli obiettivi concordati con l’Unione europea, ma permangono ritardi e criticità in alcuni settori strategici, soprattutto infrastrutture, ambiente e sanità digitale.
È quanto emerge dalla relazione approvata dalla Corte dei conti con la Delibera n. 46/2026/G sullo stato di avanzamento, a fine 2025, di 34 misure del Piano e di 4 programmi del Piano complementare.
I numeri del monitoraggio
La Corte ha esaminato interventi per un valore complessivo di circa 87,78 miliardi di euro, pari al 39,55% delle risorse Pnrr e Pnc al netto dei definanziamenti. Nel solo 2025 i controlli hanno riguardato quasi 29,9 miliardi di euro, equivalenti al 13,46% delle risorse complessive dei due Piani.
L’analisi, basata soprattutto sui dati ufficiali del sistema ReGiS, evidenzia un avanzamento generalmente coerente con i target europei, anche dopo le modifiche e rimodulazioni introdotte negli ultimi anni.
Dove il Pnrr sta funzionando
Secondo la magistratura contabile, i risultati più positivi arrivano dal settore della digitalizzazione della pubblica amministrazione, dove gli avanzamenti registrati risultano superiori ai traguardi programmati.
Valutazioni positive anche per le misure sanitarie legate a Case di Comunità e Ospedali di Comunità, considerate in linea con i target previsti dal cronoprogramma europeo.
Le criticità: infrastrutture, ambiente e mobilità
La Corte segnala però difficoltà ancora aperte in diversi comparti. In particolare, nel settore ambientale e infrastrutturale restano problemi attuativi già evidenziati nei precedenti monitoraggi, soprattutto per le misure che hanno subito modifiche temporali.
Per gli investimenti nella mobilità sostenibile viene inoltre indicato il rischio concreto che alcune opere possano non essere completate, anche a causa del ridimensionamento di determinati interventi.
Sul fronte sanitario, invece, persistono esigenze di accelerazione per alcune componenti dedicate all’ammodernamento tecnologico e digitale degli ospedali.
Il nodo delle continue rimodulazioni
Uno dei punti centrali della relazione riguarda le continue modifiche apportate al Pnrr dal 2023 in poi. Secondo la Corte dei conti, le revisioni hanno reso il Piano “più realistico” sotto il profilo attuativo, ma il continuo riassetto finanziario e progettuale rischia di incidere sull’impostazione originaria di alcune misure.
Anche il Piano nazionale complementare presenta criticità: nonostante la maggior parte dei lavori sia stata avviata, in diversi casi si rende necessaria una revisione dei cronoprogrammi, soprattutto quando gli interventi coinvolgono numerosi soggetti attuatori o governance particolarmente complesse.
L’avvertimento finale della Corte
In vista della fase conclusiva del Pnrr, la Corte dei conti richiama la necessità di accelerare gli interventi ancora aperti, garantendo però anche la sostenibilità futura delle infrastrutture e dei servizi realizzati.
La magistratura contabile sottolinea inoltre l’importanza di adottare strumenti capaci di misurare concretamente i benefici prodotti per cittadini, territori ed economia reale.
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