Virostar? No, grazie. Abbiamo già dato, niente allarmismi
Virostar? No, grazie. Non è che con l’Hantavirus (che conosciamo già benissimo, non come nel caso del Covid) dobbiamo ripiombare nella psicosi collettiva alimentata dagli allarmismi dei virologi. Abbiamo già dato, sia con gli espertoni in tv a spiegarci che non sappiamo evitare il contagio e che per questo dobbiamo stare rintanati in casa, sia con le mascherine, i green pass e il lockdown.
Il tutto mentre le Big Pharma già fanno utili in Borsa semplicemente annunciando il vaccino pronto per l’uso. Già, la parola magica: vaccino. Un business dai profitti mostruosi. Ma vogliamo ripeterlo: l’Hantavirus non è un virus nuovo, misterioso o improvvisamente comparso. È conosciuto da decenni dalla comunità scientifica, circola soprattutto tra i topi e, nella stragrande maggioranza dei casi, il contagio umano avviene attraverso contatti molto specifici con ambienti contaminati. Non c’entra nulla con il Covid: non ha la stessa trasmissibilità, non ha la stessa diffusione globale e non esiste alcun elemento concreto per una possibile pandemia.
Eppure il riflesso condizionato è sempre lo stesso: creare allarme prima ancora che si verifichino i fatti. Si prendono episodi isolati, li si gonfia con un linguaggio ansiogeno (e a volte per mancanza di notizie) e si creano tutti i presupposti per alimentare il panico tra i soggetti più sensibili e tra chi non si è ancora ripreso dall’incubo Covid. Eppure gli esperti (quelli seri) spiegano da tempo che gli Hantavirus hanno modalità di trasmissione molto limitate. Non siamo davanti a un agente patogeno che si diffonde rapidamente tra persone in metropolitana, negli uffici o nelle scuole.
Parlare oggi di mascherine o peggio di restrizioni di massa significa ignorare completamente il quadro scientifico reale. Noi lo diciamo da anni, informare non significa terrorizzare. Dopo gli anni terribili della pandemia, una parte del dibattito pubblico sembra incapace di distinguere tra la giusta prudenza e un ingiustificato panico. La salute pubblica merita rigore scientifico e misure efficaci, non il marketing della paura. E i cittadini meritano un’informazione che spieghi i fatti, invece di gonfiare le notizie.
Torna alle notizie in home