Odio e abusi: la galassia delle reti digitali tossiche
Fbi, Europol e National Crime Agency britannica da anni monitorano la nascita di ecosistemi dove suprematismo, sadismo online, sextortion e sfruttamento minorile tendono a convergere
Uno dei simboli della galassia di riferimento dei minorenni denunciati a Siena
L’inchiesta della Digos di Siena sui 13 minorenni denunciati per propaganda nazifascista, detenzione illegale di armi e diffusione di materiale pedopornografico apre ad una insolita ma non nuova miscela criminale: reti digitali tossiche che coniugano l’accelerazionismo agli abusi sui minori.
Operazione Format18
Il quadro emerso richiama infatti una trasformazione molto più ampia osservata negli ultimi anni da Fbi, Europol e National Crime Agency britannica: la nascita di ecosistemi digitali dove suprematismo, accelerazionismo, sadismo online, sextortion e sfruttamento minorile tendono a convergere.
Secondo gli investigatori senesi, questi adolescenti frequentavano gruppi virtuali caratterizzati da contenuti suprematisti, nazionalsocialisti, xenofobi e violenti.
Con riferimenti espliciti a Hitler e Mussolini, diffusione di propaganda razzista, interesse per armi ed esplosivi artigianali e condivisione di file pedopornografici e video di aggressioni si preparavano a ronde punitive ai danni di immigrati e rappresentanti della comunità LBGTQ+.
Elementi che, letti insieme, ricordano dinamiche già emerse in diverse indagini internazionali sulle nuove sottoculture estremiste online.
La galassia dell’accelerazionismo
Negli Stati Uniti e in Europa le autorità stanno monitorando da tempo reti come “764”, “CVLT” e la galassia nota come “The Com”. Un insieme fluido di gruppi e comunità digitali dedite a cybercrime, sextortion, violenza online ed estremismo nichilista.
In questi ambienti il materiale pedopornografico non viene utilizzato soltanto come merce criminale, ma anche come strumento di ricatto, controllo e radicalizzazione psicologica.
La logica è quella dell’“accelerazionismo”: destabilizzare la società attraverso il trauma, la degradazione e la violenza diffusa. Per questo, accanto alla propaganda razzista o neonazista, compaiono spesso pratiche di umiliazione sessuale, autolesionismo coercitivo, diffusione di gore, esaltazione delle stragi e culto della crudeltà.
Reti digitali tossiche
Non si tratta più soltanto di organizzazioni politiche tradizionali, ma di reti digitali post-ideologiche dove il sadismo precede spesso la stessa ideologia.
Nel caso di Siena non risultano, allo stato, collegamenti investigativi diretti con le grandi reti internazionali già note alle autorità occidentali.
Tuttavia il modello sociale e culturale appare vicino a quello osservato in molte comunità online frequentate da adolescenti radicalizzati. Immersione totale nelle chat, linguaggio d’odio, estetica violenta, mitizzazione delle armi, pornografia estrema e costruzione identitaria attraverso la trasgressione assoluta.
Proprio questa convergenza tra estremismo, pornografia coercitiva e violenza spettacolarizzata preoccupa oggi gli apparati di sicurezza europei. Le nuove forme di radicalizzazione non passano più necessariamente da partiti, movimenti o organizzazioni clandestine tradizionali, ma da subculture digitali fluide, transnazionali e spesso giovanissime.
Capaci di fondere propaganda, manipolazione psicologica e criminalità online in un unico ecosistema tossico.
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