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Esteri

Accordo Usa – Iran: bozza finale “entro poche ore”?

Diplomazia mondiale con il fiato sospeso. I 9 punti del Patto di Islamabad

di Angelo Vitale -


La diplomazia mondiale è col fiato sospeso per quello che viene definito il “Documento di Islamabad”: a cinque ore dalle prime indiscrezioni, la testata saudita Al-Arabiya continua a sostenere che un annuncio ufficiale di un accordo tra Usa e Iran sia imminente, forse questione di ore.

Accordo imminente?

La bozza, mediata intensamente dal Pakistan, segnerebbe una svolta storica dopo 84 giorni di conflitto aperto. Ma le cancellerie di Washington e Teheran mantengono una cautela che sa di stallo tecnico.

I 9 punti del “Patto di Islamabad”

Secondo le fonti diplomatiche, la bozza finale si articola in nove clausole fondamentali. Un cessate il fuoco immediato e incondizionato su tutti i fronti (terra, mare e aria). Garanzie reciproche contro il targeting di infrastrutture civili, militari ed economiche. Libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, nel Golfo Persico e nel Golfo di Oman. Revoca graduale delle sanzioni Usa in cambio del rispetto degli impegni da parte iraniana. Istituzione di un meccanismo congiunto di monitoraggio e risoluzione delle controversie.

L’ombra del nucleare: l’omissione che pesa

Nonostante l’ottimismo di Al-Arabiya, gli analisti evidenziano un’assenza clamorosa: il testo pubblicato non contiene alcuna clausola sul programma nucleare.

Mentre il Segretario di Stato Usa Marco Rubio parla di “lievi progressi” ma avverte che il sistema iraniano resta “fratturato”, il vero ostacolo rimane la disposizione dell’uranio arricchito.

Il Presidente Trump ha dichiarato di voler prendere possesso del materiale, mentre la Guida Suprema Khamenei ha emesso una direttiva affinché lo stock rimanga in territorio iraniano.

Il ruolo chiave del Pakistan e la reazione dei mercati

Il Capo dell’Esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir, è atteso a Teheran per chiudere il cerchio di una mediazione che vede coinvolti anche Qatar, Egitto e Turchia.

L’Arabia Saudita, pur non sedendo direttamente al tavolo, ha espresso “alto apprezzamento” per gli sforzi di Islamabad, vedendo nel ripristino della navigazione a Hormuz una via d’uscita dalla crisi economica che ha colpito le sue esportazioni di petrolio.

I mercati reagiscono con estrema volatilità. Iil Brent oscilla tra i 103 e i 109 dollari al barile, riflettendo la confusione tra i report di un accordo “fatto” e le smentite parziali che giungono da Teheran, dove il portavoce Baghaei parla di “serietà” ma anche di “forte e logico sospetto” verso la condotta statunitense.


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