Marco Rubio scommette in India: rafforzare l’alleanza tra taglio dei dazi e accordi sull’energia
Il Segretario di Stato USA Marco Rubio si trova in India per una missione diplomatica cruciale di quattro giorni. Si tratta del suo primo viaggio ufficiale nel Paese asiatico da quando ha assunto la carica.
Durante l’incontro a Nuova Delhi il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha trasmesso al Primo Ministro indiano Narendra Modi un invito ufficiale da parte del Presidente Donald Trump per visitare la Casa Bianca nel prossimo futuro.
I temi affrontati sono quelli della pace e della sicurezza regionale e globale. Più in particolare i rapporti economici tra i due Paesi in un contesto di crisi energetica globale scatenata dalla guerra in Iran che ha duramente colpito l’India.
Le spedizioni di energia elettrica attraverso lo Stretto di Hormuz si sono praticamente fermate. L’Iran ha utilizzato la chiusura dello stretto, attraverso cui fluisce il 20% del petrolio e del gas naturale mondiale, come pressione sugli Stati Uniti. E l’India, che importa oltre l’80% del suo fabbisogno energetico, ne ha risentito.
Rubio ne ha discusso con Modi sottolineando che “gli Stati Uniti non permetteranno all’Iran di tenere in ostaggio il mercato energetico mondiale e che i prodotti statunitensi hanno il potenziale di diversificare l’approvvigionamento dell’India.”
L’aumento dell’export di greggio e gas naturale americano verso il Bharat è la mossa chiave per ridurre il deficit commerciale bilaterale che nel 2025 ha raggiunto la cifra record di 58,2 miliardi di dollari, 43,3 miliardi di sterline, a favore dell’India (con un aumento del 27,1% rispetto al 2024). Questo sbilanciamento è da sempre un elemento di irritazione per il Presidente Donald Trump. Ma la rotta per ricevere energia dagli Stati Uniti è molto più lunga e costosa.
Altra nota dolente il violentissimo conflitto armato scoppiato a maggio 2025 tra India e Pakistan.
Donald Trump ha più volte rivendicato pubblicamente il merito di aver negoziato e firmato personalmente il cessate il fuoco. Ma questa narrazione dei fatti non è mai piaciuta all’India che da sempre rifiuta ogni interferenza esterna nei propri affari.
Anche il gradimento del Presidente americano per il capo dell’esercito pakistano Asim Munir, che spesso definisce come il suo maresciallo di campo preferito, rappresenta un problema per le relazioni tra i due Paesi.
Rubio ha cercato di mediare al riguardo specificando che il rapporto con altre nazioni (incluso il Pakistan) non avverrà mai a scapito della partnership speciale con l’India.
Ma è il taglio dei dazi reciproci dal 50% al 18% deciso dal Presidente Donald Trump all’inizio di quest’anno, dopo un durissimo stallo negoziale durato dieci mesi, che ha rappresentato la vera chiave di volta diplomatica per la visita di Marco Rubio a Nuova Delhi.
La riduzione delle barriere doganali è stata accolta infatti con un profondo senso di sollievo. Le tariffe punitive al 50% stavano soffocando i settori chiave dell’export indiano verso gli Stati Uniti.
Oltre alle questioni commerciali, c’è in ballo la guerra con l’Iran. L’India non intende svolgere al riguardo altro ruolo se non quello di mediatore, nessun intervento o aiuto militare.
Sul fronte del Quad (l’alleanza strategica tra USA, India, Giappone e Australia), la missione del Segretario di Stato Marco Rubio a Nuova Delhi si concentra invece su tre punti chiave.
Al centro dei colloqui c’è il contrasto all’espansionismo navale e commerciale della Cina nella regione.
Il fattore Cina è importante tanto per Delhi quanto per Washington. Ed è particolarmente cruciale ora perché la città ospiterà anche un vertice dei Brics, che include Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, Iran e Arabia Saudita, tra gli altri, a settembre.
L’India è preoccupata anche per la politica migratoria americana.
Durante la conferenza stampa con Rubio, il ministro degli esteri indiano, Subramanyam Jaishankar, ha avvertito il segretario che le restrizioni migratorie potrebbero portare il Paese a ridurre gli acquisti di cereali, petrolio e altri prodotti americani.
La nostra aspettativa è che la mobilità legale non venga influenzata negativamente”, ha dichiarato. Jaishankar ha sottolineato poi che tali limitazioni di spostamento influiscono sulla cooperazione in ambiti critici come tecnologia e affari.
Negli Stati Uniti vivono infatti circa 5 milioni di indiani.
Durante la conferenza stampa è stato domandato al Segretario di Stato Usa un commento al riguardo. Queste le sue parole:
“ Oltre 20 miliardi di dollari sono stati investiti nell’economia statunitense da aziende indiane. Vogliamo che questo numero continui a crescere e, ovviamente, anche l’esperienza che hanno fornito alla nostra economia è stata molto, molto preziosa.I cambiamenti che stanno avvenendo ora, la modernizzazione del nostro sistema migratorio negli Stati Uniti … non riguardano solo l’India. È una questione globale, è un sistema applicato in tutto il mondo. Siamo in un periodo di trasformazione, e sarò franco e onesto con voi, perché è importante parlarne… negli ultimi anni oltre 20 milioni di persone sono entrate illegalmente negli Stati Uniti e abbiamo dovuto affrontare questa sfida.
Tutto ciò che fai come Paese deve essere nel tuo interesse nazionale, e questo include la tua politica sull’immigrazione. Credo che gli Stati Uniti siano il posto più accogliente al mondo. Ogni singolo anno, circa un milione di persone diventano residenti permanenti in America. I miei genitori sono arrivati negli Stati Uniti nel 1956 da Cuba.
Stiamo attualmente attraversando un processo di riforma del sistema attraverso cui scegliamo quante persone entrano nel nostro paese, chi entra, quando entrano, ecc. Ogni volta che intraprendi una riforma, ogni volta che inserisci un cambiamento nel sistema con cui ammetti le persone, o francamente, ogni volta che intraprendi una riforma in qualsiasi settore, non solo sull’immigrazione, ci sarà un periodo di transizione che creerà alcuni punti di attrito e alcune difficoltà … Penso però che alla fine otterremo un sistema più efficiente e migliore rispetto al precedente.”
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha annunciato quindi a Nuova Delhi il lancio di una nuova serie di piani congiunti su sicurezza marittima, energia e minerali critici nell’ambito del vertice dei Ministri degli Esteri del Quad.
Rubio ha poi partecipato alla conferenza stampa congiunta con il ministro degli esteri indiano S. Jaishankar.
Ha definito il Quad una “partnership di azione” e ha formalizzato una cooperazione strategica su catene di approvvigionamento dei minerali critici ed energia.
La visita di Rubio si chiude con un’importante accelerazione diplomatica e la promessa di un nuovo incontro bilaterale entro l’anno.
L’alleanza di Trump e Modi è sicuramente cruciale per il futuro dell’Indo-Pacifico.
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