L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Economia

Occupazione e Pil in aumento, l’Italia respira

Confcommercio esulta: "Siamo a distanza di sicurezza rispetto alla recessione". A differenza della Francia

di Giovanni Vasso -


Occupazione su, sale anche il Pil. Certo, l’inflazione continua a galoppare ma l’Istat ha regalato, ieri, due buone anzi ottime notizie al sistema Paese. L’occupazione continua a salire e raggiunge (nuovi) livelli record mentre, contestualmente, il Pil aumenta e lascia sperare che la crescita economica italiana nell’anno possa raggiungere lo 0,8%. E ciò proprio mentre altrove, come in Francia, si iniziano a registrare segnali a dir poco preoccupanti in termini di sviluppo.

Occupazione e Pil: una boccata d’ossigeno per l’Italia

È anche per questo, oltre naturalmente alle notizie che arrivano sul fronte delle trattative tra Usa e Iran, se la Borsa a Milano, ieri, ha toccato livelli molto vicini ai massimi storici delle contrattazioni. I numeri snocciolati da Istat sono più che positivi. Sul fronte del lavoro, infatti, si assiste a un aumento dell’occupazione a cui corrisponde sia una discesa dei disoccupati che, cosa assai più eloquente, una diminuzione degli inattivi. Le nuove assunzioni ad aprile sono state 123mila, pari allo 0,5%; il tasso di occupazione ammonta ora al 63,1%. La disoccupazione, invece, cede l’1,3% (-18mila unità). Tra gli inattivi, invece, si assiste a calo dello 0,8% che interessa ben 102mila persone, di ogni età e di entrambi i sessi. Questo, se possibile, è il dato più importante. Perché la soglia dei neet, degli scoraggiati e degli esclusi, s’è sempre alzata negli ultimi anni.

La rivincita di Giorgia Meloni

Numeri che, sul fronte dell’occupazione, consentono alla premier Giorgia Meloni di esultare e di lanciare stoccate alle opposizioni: “Secondo l’Istat, nell’ultimo anno in Italia ci sono 269 mila occupati in più. Un dato molto importante, che conferma un record storico: non c’erano mai state così tante persone al lavoro nella nostra Nazione. Ma c’è un numero che merita di essere sottolineato più di altri: sempre nell’ultimo anno i dipendenti permanenti sono aumentati di 143 mila unità, mentre i dipendenti a termine sono diminuiti di 64 mila. La sinistra ha sempre detto di voler combattere il precariato. La destra lo fa”.

I numeri della crescita economica

Un’altra ottima notizia riguarda il Pil. Secondo quanto si legge nel report sui conti economici del Paese, il Pil dell’Italia è cresciuto dello 0,3% nell’ultimo trimestre. Un trend che rivela, sull’anno, un aumento stimato nello 0,8%. Cifre, queste, che fanno tirare un sospiro di sollievo agli analisti dell’Ufficio studi di Confcommercio secondo cui “il quadro che emerge è di un’economia italiana posizionata a distanza di sicurezza dalla tanto paventata recessione”. Tanta roba se si considera anche che è bastato tornare a respirare un po’ di normalità in Borsa per far rientrare lo spread attorno ai 70 punti base. Non è una banalità se si considera che, di contro, ieri la Francia ha scoperto di aver registrato un dietrofront dello 0,1% nel primo trimestre di quest’anno. Una botta pesante, per i cugini transalpini. E che arriva all’indomani del taglio delle previsioni sul Pil della Germania da parte del consiglio degli economisti tedeschi. Secondo cui l’economia (ex) locomotiva d’Europa non crescerà più di mezzo punto percentuale quest’anno. Sempre che, va da sé, tutto fili liscio.

Il contraltare dell’inflazione

C’è, però, una notizia non proprio esaltante. L’inflazione a maggio è schizzata al 3,2% registrando una variazione positiva su base mensile dello 0,4%. Manco a dirlo, sono i beni energetici a trainare i rincari. Ma, questa volta, il carrello della spesa non vola e, pur restando su livelli alti, conferma la dinamica già fotografata ad aprile, con aumenti fermi al 2,3%.


Torna alle notizie in home