Intervista a Fulvio Martusciello, Forza Italia: «La Campania può diventare uno dei principali hub del Mediterraneo. Serve una visione»
Onorevole Fulvio Martusciello, su cosa non si può più tentennare se l’Europa vuole davvero restare protagonista nello scenario globale?
«L’Europa non può più tentennare sulla competitività. È questa la vera sfida del nostro tempo. Oggi siamo nel mezzo di una competizione globale sempre più dura tra Stati Uniti, Cina e grandi economie emergenti. Se l’Europa perde capacità industriale, innovazione e autonomia energetica, perderà inevitabilmente peso anche sul piano politico.
Antonio Tajani lo ripete da tempo: senza competitività non esiste crescita e senza crescita non possiamo difendere il nostro modello sociale. Dobbiamo investire nell’industria, nelle nuove tecnologie, nella ricerca, nell’energia e nella sicurezza. Dobbiamo creare le condizioni perché le imprese continuino a investire e produrre in Europa.
E dobbiamo tornare a guardare al Mediterraneo come a una grande opportunità strategica. Nei prossimi anni passeranno da lì alcune delle principali sfide energetiche, commerciali e geopolitiche. Se vogliamo restare protagonisti, non possiamo più rinviare queste scelte».
In una fase di forte competizione internazionale, su quali riforme e investimenti occorre puntare per rafforzare la competitività delle imprese italiane ed europee?
«Oggi molte imprese europee competono con aziende americane che pagano meno energia e con aziende asiatiche che operano con costi inferiori e meno vincoli. Se non reagiamo rischiamo di perdere investimenti, posti di lavoro e capacità produttiva.
Per questo serve uno shock di semplificazione. Meno burocrazia, meno ostacoli e più sostegno a chi produce. Dobbiamo investire in energia, innovazione, ricerca, infrastrutture e formazione. La transizione ambientale è necessaria, ma non può trasformarsi in una penalizzazione per le nostre imprese.
La vera sfida è impedire che l’Europa diventi il luogo dove si consumano prodotti progettati e realizzati altrove. Dobbiamo tornare a essere il continente nel quale conviene investire, produrre e creare occupazione di qualità. Quando un’impresa lascia l’Europa non perdiamo soltanto fatturato. Perdiamo competenze, innovazione e opportunità per i nostri giovani».
Lei è un uomo storico di Forza Italia: che tipo di impronta ritiene debba dare il partito all’interno del centrodestra e nel quadro politico nazionale?
«Forza Italia deve continuare a essere la grande forza moderata, liberale, popolare ed europeista del centrodestra. L’intuizione di Silvio Berlusconi era quella di costruire un partito capace di tenere insieme libertà economica, garantismo, solidarietà sociale, atlantismo ed europeismo. Oggi quella visione è ancora straordinariamente attuale.
Stiamo portando avanti questa eredità con autorevolezza e senso delle istituzioni. Noi dobbiamo parlare a chi produce, a chi investe, a chi lavora, alle famiglie e ai giovani che chiedono opportunità. Forza Italia deve essere il partito del merito, della crescita e della mobilità sociale.
In una fase di forti polarizzazioni, continuiamo a rappresentare equilibrio, serietà e cultura di governo. È questa la nostra missione: rendere il centrodestra più forte, più credibile e più capace di interpretare le esigenze dell’Italia che lavora e che guarda al futuro».
La Campania resta una regione centrale ma complessa: dove bisogna incidere con urgenza per azzerare i divari e far decollare lo sviluppo?
«La più grande emergenza della Campania è la fuga dei giovani. I dati più recenti sul Mezzogiorno confermano che continuiamo a perdere talenti, competenze e capitale umano. È il grande paradosso del Sud: formiamo eccellenti professionisti e troppo spesso li vediamo costruire altrove il proprio futuro.
La Campania può diventare uno dei principali hub economici e logistici del Mediterraneo.
Ha università di qualità, centri di ricerca, un comparto aerospaziale tra i più importanti d’Italia, un’agricoltura d’eccellenza, porti strategici, turismo e cultura. Il problema non è la mancanza di potenzialità. È la capacità di trasformarle in sviluppo stabile e occupazione qualificata.
Pensiamo all’America’s Cup. Non è soltanto un grande evento sportivo. È la dimostrazione di ciò che Napoli e la Campania possono diventare quando vengono messe al centro delle grandi reti internazionali. La sfida è fare in modo che questa opportunità produca investimenti, infrastrutture, innovazione e lavoro anche dopo la conclusione dell’evento.
Dobbiamo rafforzare il collegamento tra università e imprese, accelerare sulle infrastrutture materiali e digitali, sostenere l’innovazione e rendere la pubblica amministrazione più efficiente. E naturalmente dobbiamo migliorare sanità e trasporti. Una regione moderna si misura dalla qualità dei servizi che offre ai cittadini.
Il nostro compito è creare le condizioni perché questa ambizione diventi realtà. Perché una regione che perde i propri giovani perde una parte del proprio futuro».
Da segretario regionale, ha firmato una stagione di straordinaria crescita per Forza Italia sul territorio: quali sono i successi più alti di questa gestione e come intende tradurre questo consenso nelle prossime sfide per la regione?
«Il risultato più importante è aver riportato Forza Italia al centro della vita politica campana. Abbiamo rafforzato il partito in tutte le province, coinvolto amministratori locali, aperto spazi ai giovani e costruito una classe dirigente radicata nei territori. Questo lavoro ci ha consentito di consolidare Forza Italia come il principale punto di riferimento dell’area moderata in Campania.
Ma non considero questa crescita un punto di arrivo. La considero una responsabilità. Oggi esiste una domanda crescente di buona amministrazione, competenza e serietà. Cittadini, amministratori, professionisti e imprese chiedono una visione diversa per il futuro della Campania.
Per troppo tempo questa regione ha vissuto rincorrendo le emergenze. Noi pensiamo che serva una strategia. Una strategia che metta al centro competitività, lavoro, giovani, infrastrutture e qualità dei servizi. Una strategia che valorizzi la posizione della Campania nel Mediterraneo e che trasformi le sue eccellenze in opportunità di crescita.
La sfida dei prossimi anni sarà tutta qui. Creare occupazione qualificata, attrarre investimenti, trattenere i nostri talenti e costruire una regione più efficiente e più moderna. La Campania non deve più essere la regione che esporta i propri giovani. Deve diventare la regione che attrae talenti, investimenti e opportunità.
Non possiamo continuare a misurare il successo di una regione dal numero di giovani che riesce a mandare via. Dobbiamo misurarlo da quanti giovani riesce a trattenere e ad attrarre.
Ha tutte le condizioni per riuscirci. Quello che troppo spesso è mancato non sono state le risorse. È stata una visione. Noi vogliamo offrire quella visione e trasformarla in una proposta di governo credibile per il futuro della Campania».
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