Notte di fuoco in Medio Oriente: “49 Tomahawk sull’Iran”
Usa attaccano: "Diplomazia coercitiva", Teheran risponde. Alta tensione su Hormuz
Notte di fuoco in Medio Oriente, scambio di attacchi (e di missili) tra le forze Usa e quelle dell’Iran. Sale la tensione nell’area e il prezzo del petrolio già si impenna. Trump ha affermato che gli americani hanno lanciato ben 49 missili Tomahawk su obiettivi strategici di Teheran. Che, a sua volta, ha risposto spiegando di aver attaccato diverse basi militari Usa in tutta l’area. In mezzo, la voce di ben 22 Paesi che hanno chiesto di smetterla di coinvolgere i loro territori nelle operazioni militari tra le potenze in guerra. Mentre scoppia il caso delle trattative.
Notte di fuoco in Medio Oriente
Donald Trump, intervistato a Fox News, ha detto che “i jet americani” si stanno “impadronendo dello spazio aereo” dell’Iran. Sono stati colpiti diversi obiettivi, alcuni dei quali a 65 chilometri dalla capitale di Teheran. Gli attacchi si sono concentrati anche al Sud del Paese, nei pressi della zona dello Stretto di Hormuz. Secondo il Wall Street Journal, nel mirino di Centcom sono finite strutture radar e postazioni militari. I Pasdaran hanno replicato affermando di aver colpito nella notte diciotto obiettivi militari statunitensi in tutto il Medio Oriente. Tra cui la base di Azraq in Giordania dove, stando a quanto riferiscono dall’Iran, sarebbero stati abbattuti diversi F35.
“Diplomazia coercitiva”
Il Pentagono ha definito l’ondata di attacchi partiti ieri sera come un’operazione di “diplomazia coercitiva”. In pratica, si colpisce con l’obiettivo di indurre il nemico a più miti consigli e a sedersi al tavolo della pace alle proprie condizioni. Lo stesso Trump aveva affermato di avere intenzione di far pagare agli ayatollah il fatto di aver perso troppo tempo per accettare un accordo. Ricostruzione, però, smentita da Teheran secondo cui nessuno avrebbe chiesto alla Casa Bianca di cessare gli attacchi. La notte in Medio Oriente è passata dunque tra bombe, missili e accuse reciproche.
Il nodo Hormuz
Non è un mistero che il vero nodo della questione sia Hormuz. Gli americani riferiscono di aver attaccato l’area per forzare i blocchi iraniani e consentire il passaggio alle navi che lo attraversano. Gli iraniani, dal canto loro, affermano di non aver intenzione di cedere di un solo millimetro. Teheran minaccia di colpire le altre imbarcazioni, gli Usa hanno assicurato che nessuna nave sia stata attaccata nonostante dall’Iran si giuri che già due barche siano state attaccate. Intanto il petrolio di fronte a queste tensioni continua a salire e il prezzo aumenta già di due dollari al barile.
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