Etna: nuova bocca eruttiva, scalo Catania a singhiozzo
L'attività eruttiva si arricchisce di un nuovo capitolo che conferma come la fase critica per il vulcano siciliano sia tutt'altro che conclusa
Passeggeri in attesa all'aeroporto di Catania
Nuova bocca eruttiva sull’Etna nella Valle del Bove: cenere e voli a singhiozzo a Catania. Ecco cosa sta accadendo.
Etna, l’eruzione non si ferma
L’attività eruttiva dell’Etna si arricchisce di un nuovo capitolo che conferma come la fase critica per il vulcano siciliano sia tutt’altro che conclusa. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo di Catania – ha comunicato l’apertura di una nuova bocca eruttiva.
E’ situata sul fianco orientale del vulcano, all’interno della Valle del Bove, in prossimità di Monte Rittmann a una quota di circa 2.550 metri.
Un’evoluzione che testimonia la natura ancora altamente dinamica e instabile del fenomeno in corso.
L’inquadramento scientifico: parametri alti e nuova frattura
L’apertura della bocca nella Valle del Bove è stata accompagnata dai rilievi immediati dei tecnici e del personale Ingv sul campo.
Sebbene la sorgente del tremore vulcanico e dell’attività infrasonica continui a rimanere localizzata prevalentemente in corrispondenza del cratere Voragine (a quota 3.000 metri), l’energia interna dell’edificio vulcanico si mantiene su valori elevati.
Il magma ha così trovato un’ulteriore via di sfogo laterale nella grande conca desertica della Valle del Bove.
E’ un’area che funge storicamente da naturale contenitore per le colate e i flussi piroclastici, riducendo il rischio diretto per i centri abitati ma richiedendo la massima attenzione da parte degli esperti.

La sfida dei cieli sopra Catania: a decidere i decolli è il respiro del vulcano
Se in cima al vulcano la terra si spazza e si ridisegna, qualche decina di chilometri più in basso è il cielo a trasformarsi in una gigantesca lotteria per migliaia di viaggiatori.
Lo scalo internazionale Vincenzo Bellini di Catania sta vivendo ore sospese, trasformato nel teatro di un vero e proprio braccio di ferro tra la logistica d’alta quota e la forza imprevedibile della natura.

La cenere vulcanica — impalpabile ma letale per i motori degli aeromobili — danza sospesa sulle rotte dello Ionio, costringendo i piloti a un continuo gioco d’attesa.
Le piste dello scalo etneo si aprono e si chiudono al ritmo dei venti e dei colpi di tosse della montagna.
Tabelloni che cambiano orario all’improvviso, decolli congelati all’ultimo secondo per consentire alle spazzatrici di ripulire l’asfalto dai granelli neri.
E poi improvvise finestre d’apertura non appena una raffica pulisce lo spazio aereo.
Per chi si trova in aeroporto con le valigie in mano, il viaggio come un’avventura in tempo reale. Ogni partenza riuscita ha il sapore di una piccola vittoria contro i capricci del gigante di pietra.
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