La farmaceutica spinge il Centro, i dazi Usa e il flop Germania azzoppano il Friuli
Il Sud cresce (ancora) più del Nord ma a sostenere l’export italiano, almeno quello “suddiviso” per regioni è il comparto farmaceutico. I dati Istat parlano chiaro. La situazione delle esportazioni nazionali, anzi regionali, riferisce di un contesto di crescita di cui ha beneficiato tutto il Paese. Nel primo trimestre di quest’anno, però, l’aumento congiunturale più imponente è stato quello messo a referto dal Sud. Che ha registrato una crescita del suo commercio estero pari al 13,1%. Segue, poi, il Centro (+7,2 per cento). Più modesta, invece, la performance del Nord Est (+0,8%) e del Nord Ovest (+1,5%).
Export, i numeri delle Regioni
La Regione che fa meglio di tutte, però, è la Toscana che vede aumentare i suoi affari addirittura del 30,2%. Seguono Abruzzo (+23,5%), Liguria (+20,8%), Basilicata (+18,2%) e Marche (+15,5%). A mettere le ali agli affari, specialmente per quanto attiene alla Toscana, è stato il comparto farmaceutico. Seguito, in seconda battuta, dal settore legato ai metalli. Male, invece, l’automotive. Che trascina verso il basso Friuli-Venezia Giulia (-35,4%) e Lazio (-11,4%). Se il Sud cresce, però, le Isole indietreggiano, Sardegna (-21,1%), Sicilia (-18,1%) sono tra i territori che hanno marcato le peggiori performance regionali. Dal punto di vista delle destinazioni, brilla la Toscana rispetto al dialogo commerciale con la Svizzera e la Cina che, addirittura, segna rispettivamente +537,3% e +104,4%. Male, invece, per il Friuli il tonfo tedesco (-65,7%) a cui si accompagna l’assottigliarsi degli affari verso gli States (-82,7%).