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Economia

Il 5×1000 sfonda quota 600 milioni nel 2025: TributIAmo dimostra che semplificare significa far partecipare

di Livia Vargas -


Intervista a Luca Di Francesco, cofondatore di Passione Non Profit 

Il 5×1000 non è più una firma marginale nella dichiarazione dei redditi: è diventato un termometro della fiducia degli italiani. Secondo l’elaborazione pubblicata da Passione Non Profit (www.passionenonprofit.it)

sui dati ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, nel 2025 il totale ripartito raggiunge 602,47 milioni di euro, con una crescita del 15,2% rispetto al 2024, quasi 80 milioni in più in un anno. Gli enti ammessi sono 95.980, con 15,6 milioni di scelte dei contribuenti.

Di Francesco, quasi 80 milioni in più in un anno: che segnale è?

“È un segnale forte, ma va letto bene. Gli enti ammessi crescono del 5,9% e le firme del 2,5%: non è solo questione di numeri, è che chi sceglie destina mediamente di più. Significa che il 5×1000 si sta radicando come gesto consapevole, non occasionale. Gli italiani, quando vedono valore, impatto e fiducia, scelgono di indirizzare una parte delle proprie imposte al Terzo Settore. Non è beneficenza di facciata: è il cittadino che decide, dentro la dichiarazione dei redditi, quale pezzo di bene comune sostenere”.

Eppure molti contribuenti ancora non sanno davvero come funziona.

“Ed è qui il paradosso italiano: abbiamo uno strumento potentissimo, che non costa nulla al contribuente e non è alternativo all’8×1000, ma spesso lo raccontiamo con il linguaggio della burocrazia. Se il cittadino non capisce, non sceglie. E se non sceglie, qualcun altro decide al posto suo, perché le firme senza indicazione vengono comunque ripartite. Il 5×1000 va spiegato senza tecnicismi, perché riguarda tutti: famiglie, associazioni, ricerca, sanità, sport, cultura, territori.

Passione Non Profit ha trasformato i dati in uno strumento consultabile. Perché è importante?

“Perché la trasparenza non può restare un PDF incomprensibile scaricato da pochi addetti ai lavori. I dati pubblici devono diventare conoscenza pubblica. Noi su Passione Non Profit abbiamo processato i file ufficiali dell’Agenzia delle Entrate e li abbiamo resi navigabili per ente, importo, categoria e territorio: significa restituire ai cittadini il potere di controllare, capire e scegliere. È la stessa logica con cui guardiamo a tutto il Terzo Settore, dai contributi alle competenze al lavoro: rendere leggibile ciò che oggi è opaco”.

Ha scoperto TributIAmo, la piattaforma gratuita della Fondazione AIDR. Che impressione le ha fatto?

“Un progetto che intercetta un bisogno reale: portare educazione civica fiscale dove oggi c’è confusione. Quello che mi ha colpito è che non si rivolge solo ai cittadini, ma anche a commercialisti e CAF, cioè a chi ogni giorno accompagna milioni di persone dentro la macchina fiscale. È lì che si gioca la differenza tra uno strumento teorico e uno che incide davvero”.

Perché educazione fiscale e Terzo Settore sono collegati?

“Perché senza cultura fiscale non c’è cittadinanza piena. Pagare, dichiarare, destinare il 5×1000, conoscere diritti e doveri: è tutta educazione civica. Il fisco non può essere percepito come un labirinto ostile. Deve diventare uno spazio di responsabilità, partecipazione e fiducia. E il Terzo Settore vive proprio di questo: di cittadini che scelgono di esserci”.

Quindi TributIAmo può aiutare anche la crescita del 5×1000?

“Può contribuire, sì. Semplificare significa avvicinare: ogni strumento gratuito che aiuta cittadini, CAF e professionisti a orientarsi nella dichiarazione può generare più consapevolezza. E più consapevolezza significa scelte più informate, quindi più risorse che arrivano davvero al sociale. Non è automatico, ma la direzione è quella giusta”.

Il messaggio finale?
“Il 5×1000 cresce perché gli italiani vogliono contare. Ora la sfida è non sprecare questa fiducia. Chi rende il fisco e i dati del Terzo Settore comprensibili rende il Paese più democratico; chi li lascia complicati difende una barriera. E le barriere, quando si parla di diritti e partecipazione, vanno abbattute. Noi continueremo a fare la nostra parte rendendo leggibili i numeri di chi fa bene al Paese”.


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